ZamlapArsArt:
L'INFERNO DI KOND: L'INFERNO DI KOND
Translate
venerdì 30 giugno 2017
ZamlapArsArt: ESPRESSIONISMO ASTRATTOOPERE 2008-2010di S...
ZamlapArsArt:
ESPRESSIONISMO ASTRATTOOPERE 2008-2010
di S...: ESPRESSIONISMO ASTRATTO OPERE 2008-2010 di SALVATORE IERVOLINO ©
ESPRESSIONISMO ASTRATTOOPERE 2008-2010
di S...: ESPRESSIONISMO ASTRATTO OPERE 2008-2010 di SALVATORE IERVOLINO ©
ZamlapArsArt: Scorre il tuo fiume(1970)Scorreil tuo fiumelonta...
ZamlapArsArt: Scorre il tuo fiume
(1970)
Scorreil tuo fiumelonta...: Scorre il tuo fiume (1970) Scorre il tuo fiume lontano dalle mie radici lontano dai rami della mia vita gli uccelli non veng...
(1970)
Scorreil tuo fiumelonta...: Scorre il tuo fiume (1970) Scorre il tuo fiume lontano dalle mie radici lontano dai rami della mia vita gli uccelli non veng...
Scorre il tuo fiume
(1970)
Scorre
il tuo fiume
lontano dalle mie radici
lontano dai rami della mia vita
gli
uccelli non vengono a posarsi
sono un albero triste.
L’erba
parlante cresce
correndo dalle tue sponde
e
attraverso l’erba mi giunge
il profumo fecondo di te.
Interrogo
i calami
al vento pieno di sangue e di smog
calano
annuendo.
Non hai
occhi come ogni fiume
non vedi
scorri
ridendo verso il mare.
Io
invecchierò fermo
in un paesaggio che cambia
aspettando il boscaiolo.
ZamlapArsArt: Interessante Mostra presso la Biblioteca Comunal...
ZamlapArsArt:
Interessante Mostra presso la Biblioteca Comunal...: Interessante Mostra presso la Biblioteca Comunale di Verona "Scrivere /leggere in guerra Verona 1915-1918" ...
Interessante Mostra presso la Biblioteca Comunal...: Interessante Mostra presso la Biblioteca Comunale di Verona "Scrivere /leggere in guerra Verona 1915-1918" ...
ZamlapArsArt: Campana(1965)Fra duevetusti muri c’è una vecchia...
ZamlapArsArt: Campana
(1965)
Fra duevetusti muri c’è una vecchia...: Campana (1965) Fra due vetusti muri c’è una vecchia campana Non c’è battente per spinger la sua voce lontana Dopo tante note...
(1965)
Fra duevetusti muri c’è una vecchia...: Campana (1965) Fra due vetusti muri c’è una vecchia campana Non c’è battente per spinger la sua voce lontana Dopo tante note...
Campana
(1965)
Fra due
vetusti muri c’è una vecchia campana
Non c’è
battente per spinger la sua voce lontana
Dopo
tante note, tanti suoni è sola, abbandonata
Un
giorno la sua voce divenne malata
Quanti
fedeli ha chiamato nella sua chiesa
Ed ora
nel suo bronzo solitario un triste ricordo le pesa.
---------------------------------------------------------------------
Epitaffio
(1969)
Morii
in un cimitero d’ideali/ con le belle speranze dal volto/
Raggrinzito
sul nascere/in una stanza maleodorante di disordine/
con una
vita grande/che non saprei neppure raccontare/
vissuta chissà in quale mondo.
Senza titolo ( 1969)
Paure di
naufragio accompagnano la sera
e segni strani fa l’anima alla mente
Mentre
piove nella notte sulla nera terra
e solo
il rumore ti dice che è pioggia
E solo il battito del cuore ti dice
che è vita.
Salvatore Iervolino©
giovedì 29 giugno 2017
ZamlapArsArt: Il meccanismo della creazione poetica: la mente q...
ZamlapArsArt:
Il meccanismo della creazione poetica: la mente q...: Il meccanismo della creazione poetica: la mente quantica LA POESIA E’ IL PRODOTTO DELLA MENTE SUBCONSCIA Il poe...
Il meccanismo della creazione poetica: la mente q...: Il meccanismo della creazione poetica: la mente quantica LA POESIA E’ IL PRODOTTO DELLA MENTE SUBCONSCIA Il poe...
Il meccanismo della creazione poetica: la mente quantica
LA
POESIA E’ IL PRODOTTO DELLA MENTE SUBCONSCIA
Il poeta attinge
al “subconscio” per la creazione poetica. Il subconscio può elaborare venti
milioni di informazioni al secondo, contro le appena quaranta della mente
conscia. La mente del poeta deve essere capace di attingere al subconscio per
la creazione artistica ed il controllo razionale delle informazioni serve
soltanto a dare forma a quanto appreso e ricevuto dal subconscio. Possiamo,
quindi, dire che il poeta usa la mente per mettersi in contatto con il
subconscio e usa la mente allo stato conscio per organizzare le informazioni
attinte dal subconscio in forma di linguaggio intellegibile adatto alla
comunicazione.
Il mezzo
influenza il risultato e condiziona il fine. In questo numero pubblichiamo
alcune poesie ispirate alla “meccanica quantistica”, scritte applicando istintivamente principi
“quantistici”, ad essi siamo arrivati senza consapevolezza razionale per pura
ispirazione. Riporto
un’annotazione del mio diario, in data 11 marzo 1978, mi conferma la convinzione che quella di
essere un poeta è un destino segnato, a cui non si può sfuggire: Tutto è
innato. Tutto è scritto nelle nostre cellule, in esse è il seme del nostro
destino, intorno a noi e dentro di noi è il presente e il futuro e il passato
come cenere odorosa di ciò che è stato consumato. A chi sa leggere in sé e
fuori di sé ogni cosa è rivelata. Oggi aggiungo che per “leggere in sé e
fuori di sé” è necessario avere e sviluppare l’ <<intuizione>>,
cioè la capacità di mettersi in contatto con il proprio subconscio, per creare
la “realtà poetica”.
Il poeta
lavora con l’intuizione, questa facoltà è il motore della creazione e permette
la connessione con il campo empatico olistico, crea la rete di connessione tra
i simboli e tra il mondo simbolico e il mondo trascendente e consente di
navigare nel mare di possibilità creative intravisto dalla meccanica
quantistica. Secondo l’interpretazione a <<molti mondi>> della
meccanica quantistica, nel paradosso del “gatto di Schrödinger ” quando si apre
la scatola, in cui si trova il gatto, si creano due mondi paralleli, uno in cui
il gatto è vivo e un altro in cui il gatto è morto. L’interpretazione a “molti mondi” invece introduce l’idea che una misurazione o
una osservazione abbia come conseguenza la divisione della nostra realtà in
molti mondi, in cui diversi risultati sono possibili. Il poeta agisce “quantisticamente” dal momento
che la sua “osservazione” del mondo attraverso il suo mondo “interiore” divide la realtà in “molti mondi” che riduce ad unità nella visione poetica.
Al
momento dell’osservazione, a seguito dell’interazione tra i sensi
dell’osservatore e il sistema misurato, lo stato globale si divide in numerosi
“mondi”, uno ciascuno per ogni risultato della misura. Il principio di
simultaneità dimensionali, stabilisce che : due o più oggetti fisici, realtà,
percezione e oggetti non fisici, possono coesistere nello stesso
spazio-tempo. Questo principio ha una corrispondenza con la teoria
dell’interpretazione di “più mondi”, IMM
e la teoria del Multiverso di livello III.
L’atto
di osservare ha il potere di modificare la natura della realtà. L’osservazione è un processo che modifica
sempre glòi stati dei sistemi misurati, per cui i sistemi osservati più gli
osservatori evolvono insieme secondo leggi deterministiche che stabiliscono
come sono fatti i “singoli mondi” con i loro possibili risultati , e come è
strutturata la totalità di essi: l’UNIVERSO. Il principio di sovrapposizione e
il paradosso del “gatto di Schrödinger” forniscono spiegazioni possibili.
Secondo l’<<interpretazione a molti mondi>> ogni evento è un punto
di diramazione per l’intero Universo.
Il
paradosso dell’amico di Wigner è un esperimento mentale col quale introdurre il
<< problema mente-corpo>> in meccanica quantistica. Al “problema”
offriamo la nostra soluzione “ poetica”.
E’ importante avere cognizione di alcune
nozioni circa la “realtà esterna” e la “percezione” di essa, il rapporto tra
l’osservatore individuale ed i “molti mondi” interni ed esterni; il
“linguaggio” e la “rappresentazione” di quanto percepito. A tal fine suggeriamo
la lettura di alcuni estratti riguardanti i temi, sopra indicati, ricavati da
“Wikipedia – L’enciclopedia libera”.
Berkeley aveva sostenuto secoli prima
che la causa di tutte le nostre percezioni non fosse una realtà materiale
esterna, ma una volontà o spirito, che egli identificava con il Dio cristiano;
come il sogno è generato dalla nostra mente, l'universo è una sorta di sogno
collettivo suscitato da Dio nelle nostre anime. Nell'interpretazione alla Berkeley la realtà fisica non è considerata
come qualcosa di esistente oggettivamente in sé e per sé, ma solo come una
teoria matematica esistente come concetto nella mente di Dio e proiettata da
Dio nelle nostre menti attraverso le immagini sensoriali che percepiamo; dunque
tanto la funzione d'onda quanto il suo collasso, sono reali solo in quanto
rappresentano le modalità con cui Dio concepisce l'universo e suscita in noi le
nostre impressioni sensoriali. Questa interpretazione non ha alcun supporto
scientifico dunque è intrinsecamente metafisica. ( da Wikipedia)
L' <<interpretazione a molte menti>> della meccanica
quantistica estende l'interpretazione a molti mondi, proponendo che la
distinzione tra i mondi debba essere compiuta al livello della mente di un osservatore individuale. ( da Wikipedia)
La logica proposizionale (o enunciativa)
è un linguaggio formale con una semplice struttura
sintattica, basata fondamentalmente su proposizioni elementari (atomi) e
su connettivi logici di tipo vero-funzionale, che restituiscono il valore di verità di una proposizione in base al valore di verità delle proposizioni
connesse (solitamente noti come AND, OR, NOT...). La semantica della logica proposizionale definisce il significato
dei simboli e di qualsiasi proposizione che rispetti le regole sintattiche del
linguaggio, basandosi sui valori di verità associati agli atomi. Data una
interpretazione (o modello) di una proposizione (in generale di un insieme di
proposizioni), e cioè una associazione tra le proposizioni elementari e le realtà
rappresentate, possiamo generare un insieme infinito di proposizioni con
significato definito che riguardino quella realtà. Ciascuna proposizione si
riferisce quindi a uno o più oggetti della realtà rappresentata (anche
astratta, ovviamente) e permette di descrivere o ragionare su quell'oggetto, utilizzando i due soli valori
"Vero" e "Falso". ( da Wikipedia)
L'idea alla base della meccanica quantistica relazionale,
seguendo la linea tracciata dalla relatività ristretta, è che differenti osservatori potrebbero dare differenti descrizioni
della stessa serie di eventi: ad esempio, ad un osservatore in un dato punto
nel tempo, un sistema può apparire in un singolo autostato, la cui funzione
d'onda è collassata, mentre per un altro osservatore,
allo stesso tempo, il sistema potrebbe trovarsi in una sovrapposizione di due o
più stati. Di conseguenza, se la meccanica quantistica deve essere una teoria
completa, l'interpretazione relazionale sostiene che il concetto di stato non sia dato dal sistema
osservato in sé, ma dalla relazione tra il sistema e il suo osservatore (o i
suoi osservatori). ( da Wikipedia )
Il vettore di stato della meccanica
quantistica convenzionale diventa quindi una descrizione della correlazione di
alcuni gradi di libertà
nell'osservatore rispetto al sistema osservato. Ad ogni modo, questa
interpretazione sostiene che ciò vada applicato a tutti gli oggetti fisici, che
siano o meno coscienti o macroscopici. Ogni evento di misura è definito
semplicemente come una normale interazione fisica, ovvero l'instaurazione del
tipo di relazione descritto prima. Il significato fisico della teoria non
riguarda quindi gli oggetti in sé, ma le relazioni tra di essi. ( da Wikipedia)
LA
NOSTRA PRODUZIONE POETICA va interpretata in base ai principi della “meccanica
quantistica”. La nostra creazione
artistica si connota per un approccio “quantistico” che è diventato via
via, nel tempo, sistema sempre più
consapevole per esplorare i “nostri
mondi” fino a diventare “metodo”. Dalì allorché dichiarava di utilizzare il “metodo paranoico-critico” probabilmente non era consapevole che il suo
“metodo” non era altro che “quantistico” ed il “paranoico-critico” era solo il
modo con cui selezionava i “mondi” che si generavano dal suo contatto con la
realtà. Se dovessimo definire il nostro, esso si definisce come “ metodo quantistico-trascendentale”.
Poeta palesemente
“quantico” è stato Dylan Thomas: …Uno dei
metodi usati dai surrealisti nelle loro poesie, - egli scrive- era quello di
giustapporre parole d immagini che non avevano alcuna relazione razionale; da
ciò speravano di raggiungere una sorta di poesia subconscia o onirica, che
sarebbe stata più fedele al mondo immaginoso della mente, in gran parte
sommerso, della poesia che fa assegnamento sulle relazioni logiche e razionali
di idee, oggetti e immagini. Questo è,
rozzamente, il credo dei surrealisti, dal quale profondamente dissento. Non
m’interessa da dove le immagini di una poesia siano prese; puoi trarle dal più
profondo mare dell’io nascosto; ma prima di raggiungere la carta, esse devono
passare attraverso tutti i processi dell’intelletto. Per i surrealisti, il caos
è la “forma e l’ordine”, essendo convinti che qualsiasi cosa uscita dal loro
subconscio e messa sulla carta abbia qualche valore o interesse: io nego,
questo>>. Una delle arti del poeta, continua Thomas, è rendere
comprensibile e articolato ciò che può emergere dalle sorgenti subconscie; uno
dei maggiori e principali usi dell’intelletto è selezionare dalla massa informe
del subconscio le immagini che più si adatteranno al suo scopo creativo, che è
unicamente quello di scrivere la migliore poesia possibile. Per raggiungere
questo scopo, egli afferma, è lecito usare qualsiasi accorgimento offerto dalla
lingua: <<io uso qualsiasi
espediente perché le mie poesie funzionino e procedano nella direzione voluta:
vecchi e nuovi trucchi, giochi di parole, composti ibridi, paradosso,
allusione, paronomasia, catacresi, slang, rime di assonanze e rime di vocali,
ritmo proiettivo…La torsione e il travisamento delle parole, le invenzioni e le
trovate, fanno parte del piacere che è parte del penoso, volontario lavoro del
poeta>> ….<<Esiste sempre l’unica parola giusta, occorre
servirsene, nono stante le sue associazioni sconce o semplicemente comiche. Fa
parte del compito di un poeta prendere
una parola corrotta e prostituita ed eliminare le rughe della sua dissipazione,
e rimetterla sul mercato, fresca e vergine. L’artista non ha che un limite: il
limite della forma…( dall’”Introduzione” di Ariodante Marianni a “Poesie e racconti” di Dylan Thomas – 1996
– Giulio Einaudi Editore s.p.a. – Torino)
Tenuto conto di quanto fin qui detto,
proponiamo alla lettura alcune nostre composizioni poetiche, scritte a
partire dal 1965 ad oggi. E’ possibile
osservare il progressivo ampliamento dei “mondi”, l’evoluzione delle loro
interconnessioni e le descrizioni ed interpretazioni poetiche che ne
scaturiscono.
<<Al tramonto>>, la mia prima poesia, fu scritta all’età di 15 anni, nel 1965. La
vocazione poetica è stata una costante della mia vita. Ho subito, da sempre, il
fascino delle parole, la presenza interiore dello spirito poetico ad ispirare i
miei pensieri, un compagno, a volte, un demone, altre volte, un angelo. Fonte
di ispirazione primaria è stata la “donna”, la presenza femminile, un mistero
da svelare, rimasto non svelato. Fu, infatti, una donna ad ispirare questa mia
prima poesia, Fedora, la promessa sposa di mio zio Pietro con cui venne da
Pistoia a trascorrere le vacanze a Palma Campania, per conoscere i parenti dello
sposo in vista del matrimonio. Una bella donna, bruna, alta, dalle labbra
carnose e sensuali, aveva la grazia raffinata delle donne toscane, una voce
musicale. Conoscevo già la storia d’amore di Dante e Beatrice. Ora vedevo una
donna toscana dal vero, dal mondo della fantasia era venuta in quello reale,
questo bastò a suscitare l’ispirazione. Per un maschio del Sud la donna del
Nord è un’attrazione ancestrale, è la “straniera”, suscita il fascino della
preda, della “donna bianca” nell’uomo orientale, quale mi ritengo, è il
gioiello dell’harem. A quindici anni, sentivo già tutti i richiami e le
pulsioni sessuali dell’uomo. Era l’estate del 1965, abitavo nella casa di mia
madre in Vico Parrocchia n°1 a Palma Campania, una casa vecchia ma comoda come
un vecchio paio di scarpe, è stata la mia casa del cuore, con ampi spazi,
camere dagli alti soffitti, costruita come un’abitazione della dissepolta
Pompei romana, con una grande terrazza che
dava su un giardino interno di aranci e piante da frutto assortite, palme e
vialetti di siepi di bosso che portavano in un gazebo coperto da una pianta
rampicante, la muehlenbeckia, al centro svettava una palma altissima. Ho ancora
nella memoria l’immagine di quel pomeriggio mentre scrivevo la poesia in un
quadernetto, che conservo ancora, seduto sui gradini della terrazza.
Vedo il tempo
bruciare in un tripode come incenso.
Ama, mi disse, ed
il mondo sarà tuo.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------
Appunti: Alleggerire la parola del suo valore logico fino a farne pura
immaginazione, puro suono, e affermare una più libera e raffinata espressione,
capace di suscitare più sottili sensazioni, più complesse emozioni, di
richiamare zone di sensibilità ancora inesplorate.
AL TRAMONTO
(1965)
Il sole
tramonta all’orizzonte
Un
colore caldo ti bacia la fronte
Il
cielo si colora di vermiglio
La tua
anima è più candida di un giglio
Nell’aria
si spande un allegro cinguettio
Nei tuoi occhi c’è l’immagine di un
dio.
mercoledì 28 giugno 2017
ZamlapArsArt: "Il profumo è nel ricordo" - foto da pellicola con...
ZamlapArsArt: "Il profumo è nel ricordo" - foto da pellicola con...: "Il profumo è nel ricordo" - foto da pellicola con Nikon F1 - 2009- di Iervolino Salvatore ©
martedì 27 giugno 2017
ZamlapArsArt: "Il Vasaio etrusco" olio su tela 50x70cm ( 2016) ...
ZamlapArsArt:
"Il Vasaio etrusco" olio su tela 50x70cm ( 2016) ...: "Il Vasaio etrusco" olio su tela 50x70cm ( 2016) di Salvatore Iervolino ©
"Il Vasaio etrusco" olio su tela 50x70cm ( 2016) ...: "Il Vasaio etrusco" olio su tela 50x70cm ( 2016) di Salvatore Iervolino ©
ZamlapArsArt: Unristorante per cannibali( 20maggio 2017)La...
ZamlapArsArt: Unristorante per cannibali
( 20maggio 2017)
La...: Un ristorante per cannibali ( 20 maggio 2017) La pioggia ha bagnato i frutti del gelso L’acqua siderale si mescola al dol...
( 20maggio 2017)
La...: Un ristorante per cannibali ( 20 maggio 2017) La pioggia ha bagnato i frutti del gelso L’acqua siderale si mescola al dol...
Un
ristorante per cannibali
( 20
maggio 2017)
La
pioggia ha bagnato i frutti del gelso
L’acqua
siderale si mescola al dolce della polpa
Raccolgo i frutti più scuri tra i rami pieni
come
rosari di gemme rosse
Quelle
nere e scure mature
le porto
alla bocca
È lo
stesso gesto dell’uomo paleolitico raccoglitore
Dopo
trentamila anni ripeto le stesse azioni
il sapore della pioggia è cambiato
Il sale
delle stelle
è
viscido di idrocarburi
Le bighe
di Ben Hur trainate da cavalli bianchi
Corrono
nel Circo Massimo con i rostri taglienti
Fissati
nel mozzo delle ruote
A
falciare zampe e gambe
Gli
antichi romani si divertivano così
Non
avevano inventato ancora il pallone
Non
c’era la Juventus, il Napoli, la Roma
ed un
ombrello è posato sul tavolo operatorio
Trovami
una pepita d’oro per fumarla nella pipa
Accorrono
disordinatamente i bimbi negri
a
contendersi le caramelle
Si
spintonano
si
spingono
strillano
qualcuno
resta senza caramelle
Altri ne
hanno le mani piene
i bimbi
asiatici si mettono in fila
Silenziosi
e composti
aspettano
il loro turno
Capisci
così la differenza
Tra
educati all’ordine e prosperità
Tra inselvatichiti
e
carestia epidemia e stragi
Sul
tavolo operatorio
hanno
poggiato un vassoio di sushi e tre uova
È un
ristorante per cannibali
Non si
butta via niente
Gli
organi vengono recuperati per i trapianti
Dopo
l’estinzione degli animali
Ci si
ciba di esseri umani
Il
partito animalista ha la maggioranza assoluta
È il
pianeta delle scimmie
Sul
tavolo operatorio sezionano il silenzio
Ne fanno
bocconi
E le
signore nude
Acquistano
un’oscena dignitosa grandezza
Le
vecchie più che le giovani
Hanno i
cassetti pieni calze di lana
nell’intimità
delle mura domestiche
si
lasciano andare alle debolezze dei comuni mortali
i
vegetariani, i vegani,
i ricchi
vogliono prelibate pietanze
di carne
umana
il cuore
degli uomini non soffre più
grazie,
mamma
regalatevi
una famiglia
ce ne
sono in vendita per tutte le tasche
producono
figli buoni da mangiare
ci sono
bambini messi al mondo
per
farne porchette
da
genitori fragili
abbandonati
da mamme crollate sotto il peso
della
responsabilità
sono
figli rimasti senza nessuno
vengono
affidati ai cuochi
li
trasformano in piccole meraviglie
hanno
sorpreso molti
ma non
chi sa bene che
per
farsi un bambino a cena
bisogna conquistarsi
un posto a tavola
si fa
una gara a sorte
ci sono
giudici severi
chi
perde finisce cucinato come contorno
è una
rivoluzione
che fa
giustizia dell’avidità
si può
mangiare o essere mangiati
c’è il
brivido
stimola
l’appetito
scegli a
chi vuoi dire
ti
voglio bene
con un
invito a cena di carne umana
non ci
sono buoni propositi
il voler
bene viene punito
alla
festa del male
ho fatto
il pasticciere
mettendo
insieme tanti ingredienti
e tanti
gusti
impagabile
emozione sentirsi dire
è dolce
come la
carne umana
alla
fine arriva il conto
c’è un
prima
c’è un
dopo
bisogna
lasciare un figlio alla cassa
che non
sia malato
come noi
anche
preso in prestito
o
comprato al mercato
il
diavolo cambia pelle
ma non
il vizio
è la
star di copertina
il fuoco
dei fornelli è suo
e ti
aspetta
per la
prossima cena
il menù
non cambia
carne
umana
per
tutte le fiamme
e le
anime bruciano come paglia
sul
tavolo operatorio c’è la primavera
ed una
macchina per cucire
vestiti
di pelle umana
lungo e
corto
largo e
stretto
con e
senza maniche
a tinte
forti
per
scimmie nude
una
vasta gamma di strisce depilatorie
con
effetto sorpresa
total
black
c’è
black out in sala
nessuno
esce vivo
da
questo ristorante
per
cannibali
è la regola del mondo.
Salvatore Iervolino ©
lunedì 26 giugno 2017
ZamlapArsArt: La ginestra sulla scogliera (50x70) 2006 di Salvat...
ZamlapArsArt: La ginestra sulla scogliera (50x70) 2006 di Salvat...: La ginestra sulla scogliera (50x70) 2006 di Salvatore Iervolino
ZamlapArsArt: La finenatalizia dell’abete( novembre 2016) Log...
ZamlapArsArt: La finenatalizia dell’abete
( novembre 2016)
Log...: La fine natalizia dell’abete ( novembre 2016) Logorroiche nubi Quanti discorsi d’amore Al sole bruciate nella pioggia E...
( novembre 2016)
Log...: La fine natalizia dell’abete ( novembre 2016) Logorroiche nubi Quanti discorsi d’amore Al sole bruciate nella pioggia E...
La fine
natalizia dell’abete
( novembre 2016)
Logorroiche
nubi
Quanti
discorsi d’amore
Al sole
bruciate nella pioggia
Ed io vi
canto lo stormire
Delle
frondose cime degli abeti bianchi
Non si
aspettano di cadere anche
Questo
Natale per essere addobbati a festa
Con
collane di luci
È la
morte di un albero
Delle
più dignitose
Per un nobile
fine
Prima di
finire tra le fiamme
di un
anno forno
Come
qualsiasi cadavere di uomo
Che
abbia deciso
di farsi Ridurre in cenere
per non
Dare le
sue carni ai vermi
Viltà al
di là della morte
------------------------------------------------------------------
Salvatore Iervolino ©
domenica 25 giugno 2017
ZamlapArsArt: "Angelo guerriero" ( 50x70cm) 1980 - collage, tecn...
ZamlapArsArt: "Angelo guerriero" ( 50x70cm) 1980 - collage, tecn...: "Angelo guerriero" ( 50x70cm) 1980 - collage, tecnica mista, con fori di proiettili di Walther PPK 7,65 e 357 magnum Smith &...
sabato 24 giugno 2017
ZamlapArsArt: L’albad’oro(20/5/2017)Albad’oro Rutilantedi ali...
ZamlapArsArt: L’albad’oro
(20/5/2017)
Albad’oro
Rutilantedi ali...: L’alba d’oro (20/5/2017) Alba d’oro Rutilante di ali d’angelo Battaglie incruente e scherzose di cherubini Con frecce di ...
(20/5/2017)
Albad’oro
Rutilantedi ali...: L’alba d’oro (20/5/2017) Alba d’oro Rutilante di ali d’angelo Battaglie incruente e scherzose di cherubini Con frecce di ...
L’alba
d’oro
(20/5/2017)
Alba
d’oro
Rutilante
di ali d’angelo
Battaglie
incruente e scherzose di cherubini
Con
frecce di piume
Scoccate
con archi dalle corde di violino
Intrecciate
a zampilli di fontane di miele
E stille
trasformate in stelle
Chiare
si dissolvono nella luce del giorno
Il sole
scuote i suoi capelli di cristallo sfavillanti
Carezzati
da fate
Sprigionano
magie
Tante
quante ne contiene
La borsa
di Aladino
Sul
tappeto volante verso le mille e una notte
Dei racconti
d’Oriente
È tuo
l’Oriente, o’ sole
Porgimi
il piatto d’oro
Col cibo
della vita
Per
questo giorno
Distillato
dal sangue di chimera
La
trafiggo con la spada della mia penna
Sono il
cavaliere errante dei miei giorni
O’ dolce
luna, dietro il velo del giorno
Quando
ti vestirà la notte
apparirai
nuda e splendente
dello
sguardo del sole
che oggi
guarda me
illumina il cammino del cavaliere errante
dei miei
giorni corona di spine
sulla
mia fronte madida
del
sudore del poeta
simile
al sangue di drago
strappo
le visioni al mondo vorticante
le rendo
di pietra
col mio
sguardo di medusa
il nulla
e il tutto
si
combattono
nell’eterna
lotta della creazione
oh! Tu,
abisso,
che ti
riempi dei versi non scritti
restituiscimi
le parole vitali
sorgono
come guerrieri
dalla
foresta dei simboli
combattono
contro gli oscuri demoni
dei
passi perduti
dove i
numeri si ricompongono
a
formare la cifra che misura l’infinito
e si
cancellano come scritti sulla sabbia
delle
clessidre assetate
vuote di
tempo
di cui
mi lasci le briciole
di
queste mi nutro
col
becco della fenice
paziente
ed affamato
aspetto
di addentare il boccone intero
della
vita
quello
che sfama e sazia
portato
sul piatto d’oro
di
questo giorno nascente
ti
invoco
non
lasciarmi con la bocca piena
della
sabbia del tempo perduto
sia
questa la mia alba d’oro
quella
che mi cinge
come
aureola
nel
trionfo contro l’inutile nemico
dono a
chi persiste
nella
fede del proprio destino d’uomo
a gloria
delle promesse
fatte e
ricevute sul fonte battesimale
e se di
briciole di tempo
devo
nutrirmi
per
crescere nell’umiltà
accetto
di avere le ali dell’umile passero
e mi
poso sulla mano del fraticello Francesco
e solo
nel sogno
mi vedo
come aquila che mai si posa
per
assenza di vette
e si
consuma come fenice
nelle
fiamme del sole
e sua cenere raccolgo su queste pagine
a
formare parole
da cui
rinasco ogni giorno
e mi
accompagno a Dio
per il
giorno di salvezza
mai
cancellato dalla notte.
Salvatore Iervolino ©
Iscriviti a:
Commenti (Atom)












