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venerdì 30 giugno 2017

ZamlapArsArt: L'INFERNO DI KOND

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L'INFERNO DI KOND
: L'INFERNO DI KOND




L'INFERNO DI KOND




ZamlapArsArt: ESPRESSIONISMO ASTRATTOOPERE 2008-2010di S...

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ESPRESSIONISMO ASTRATTOOPERE 2008-2010




di S...
: ESPRESSIONISMO ASTRATTO OPERE 2008-2010 di SALVATORE IERVOLINO ©



ESPRESSIONISMO ASTRATTO
OPERE 2008-2010





di SALVATORE IERVOLINO ©

ZamlapArsArt: Scorre il tuo fiume(1970)Scorreil tuo fiumelonta...

ZamlapArsArt: Scorre il tuo fiume
(1970)
Scorreil tuo fiumelonta...
: Scorre il tuo fiume (1970) Scorre il tuo fiume lontano dalle mie radici lontano dai rami della mia vita gli uccelli non veng...

Scorre il tuo fiume

(1970)

Scorre il tuo fiume
lontano dalle mie radici
lontano dai rami della mia vita
gli uccelli non vengono a posarsi
sono un albero triste.

L’erba parlante cresce
correndo dalle tue sponde

e attraverso l’erba mi giunge
il profumo fecondo di te.

Interrogo i calami
al vento pieno di sangue e di smog

calano annuendo.

Non hai occhi come ogni fiume
non vedi

scorri ridendo verso il mare.

Io invecchierò fermo
in un paesaggio che cambia

aspettando il boscaiolo.

Salvatore Iervolino ©

ZamlapArsArt: Interessante Mostra presso la Biblioteca Comunal...

ZamlapArsArt:

Interessante Mostra presso la Biblioteca Comunal...
: Interessante Mostra presso la Biblioteca Comunale di Verona "Scrivere /leggere in guerra Verona 1915-1918" ...


Interessante Mostra

presso la Biblioteca Comunale di Verona

"Scrivere /leggere in guerra Verona 1915-1918"
























ZamlapArsArt: Campana(1965)Fra duevetusti muri c’è una vecchia...

ZamlapArsArt: Campana
(1965)
Fra duevetusti muri c’è una vecchia...
: Campana (1965) Fra due vetusti muri c’è una vecchia campana Non c’è battente per spinger la sua voce lontana Dopo tante note...

Campana

(1965)

Fra due vetusti muri c’è una vecchia campana

Non c’è battente per spinger la sua voce lontana

Dopo tante note, tanti suoni è sola, abbandonata

Un giorno la sua voce divenne malata

Quanti fedeli ha chiamato nella sua chiesa

Ed ora nel suo bronzo solitario un triste ricordo le pesa.
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Epitaffio

(1969)

Morii in un cimitero d’ideali/ con le belle speranze dal volto/

Raggrinzito sul nascere/in una stanza maleodorante di disordine/

con una vita grande/che non saprei neppure raccontare/

vissuta chissà in quale mondo.


Senza titolo ( 1969)

Paure di naufragio accompagnano la sera

 e segni strani fa l’anima alla mente

Mentre piove nella notte sulla nera terra

e solo il rumore ti dice che è pioggia

E solo il battito del cuore ti dice che è vita.


Salvatore Iervolino©

giovedì 29 giugno 2017

ZamlapArsArt: Il meccanismo della creazione poetica: la mente q...

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Il meccanismo della creazione poetica: la mente q...
: Il meccanismo della creazione poetica: la mente quantica LA POESIA E’ IL PRODOTTO DELLA MENTE SUBCONSCIA Il poe...


Il meccanismo della creazione poetica: la mente quantica

LA POESIA E’ IL PRODOTTO DELLA MENTE SUBCONSCIA

Il poeta attinge al “subconscio” per la creazione poetica. Il subconscio può elaborare venti milioni di informazioni al secondo, contro le appena quaranta della mente conscia. La mente del poeta deve essere capace di attingere al subconscio per la creazione artistica ed il controllo razionale delle informazioni serve soltanto a dare forma a quanto appreso e ricevuto dal subconscio. Possiamo, quindi, dire che il poeta usa la mente per mettersi in contatto con il subconscio e usa la mente allo stato conscio per organizzare le informazioni attinte dal subconscio in forma di linguaggio intellegibile adatto alla comunicazione.  
Il mezzo influenza il risultato e condiziona il fine. In questo numero pubblichiamo alcune poesie ispirate alla “meccanica quantistica”,  scritte applicando istintivamente principi “quantistici”, ad essi siamo arrivati senza consapevolezza razionale per pura ispirazione.    Riporto un’annotazione del mio diario, in data 11 marzo 1978,  mi conferma la convinzione che quella di essere un poeta è un destino segnato, a cui non si può sfuggire:  Tutto è innato. Tutto è scritto nelle nostre cellule, in esse è il seme del nostro destino, intorno a noi e dentro di noi è il presente e il futuro e il passato come cenere odorosa di ciò che è stato consumato. A chi sa leggere in sé e fuori di sé ogni cosa è rivelata. Oggi aggiungo che per “leggere in sé e fuori di sé” è necessario avere e sviluppare l’ <<intuizione>>, cioè la capacità di mettersi in contatto con il proprio subconscio, per creare la “realtà poetica”.
Il poeta lavora con l’intuizione, questa facoltà è il motore della creazione e permette la connessione con il campo empatico olistico, crea la rete di connessione tra i simboli e tra il mondo simbolico e il mondo trascendente e consente di navigare nel mare di possibilità creative intravisto dalla meccanica quantistica. Secondo l’interpretazione a <<molti mondi>> della meccanica quantistica, nel paradosso del “gatto di Schrödinger ” quando si apre la scatola, in cui si trova il gatto, si creano due mondi paralleli, uno in cui il gatto è vivo e un altro in cui il gatto è morto.  L’interpretazione a “molti mondi”  invece introduce l’idea che una misurazione o una osservazione abbia come conseguenza la divisione della nostra realtà in molti mondi, in cui diversi risultati sono possibili.  Il poeta agisce “quantisticamente” dal momento che la sua “osservazione” del mondo attraverso il suo mondo “interiore”  divide la realtà in “molti mondi”  che riduce ad unità nella visione  poetica. 
Al momento dell’osservazione, a seguito dell’interazione tra i sensi dell’osservatore e il sistema misurato, lo stato globale si divide in numerosi “mondi”, uno ciascuno per ogni risultato della misura. Il principio di simultaneità dimensionali, stabilisce che : due o più oggetti fisici, realtà, percezione e oggetti non fisici, possono coesistere nello stesso spazio-tempo. Questo principio ha una corrispondenza con la teoria dell’interpretazione  di “più mondi”, IMM e la teoria del Multiverso di livello III.

L’atto di osservare ha il potere di modificare la natura della realtà.  L’osservazione è un processo che modifica sempre glòi stati dei sistemi misurati, per cui i sistemi osservati più gli osservatori evolvono insieme secondo leggi deterministiche che stabiliscono come sono fatti i “singoli mondi” con i loro possibili risultati , e come è strutturata la totalità di essi: l’UNIVERSO. Il principio di sovrapposizione e il paradosso del “gatto di Schrödinger” forniscono spiegazioni possibili. Secondo l’<<interpretazione a molti mondi>> ogni evento è un punto di diramazione per l’intero Universo. 

Il paradosso dell’amico di Wigner è un esperimento mentale col quale introdurre il << problema mente-corpo>> in meccanica quantistica. Al “problema” offriamo la nostra soluzione  “ poetica”.  E’ importante avere cognizione di alcune nozioni circa la “realtà esterna” e la “percezione” di essa, il rapporto tra l’osservatore individuale ed i “molti mondi” interni ed esterni; il “linguaggio” e la “rappresentazione” di quanto percepito. A tal fine suggeriamo la lettura di alcuni estratti riguardanti i temi, sopra indicati, ricavati da “Wikipedia – L’enciclopedia libera”. 

   

Berkeley aveva sostenuto secoli prima che la causa di tutte le nostre percezioni non fosse una realtà materiale esterna, ma una volontà o spirito, che egli identificava con il Dio cristiano; come il sogno è generato dalla nostra mente, l'universo è una sorta di sogno collettivo suscitato da Dio nelle nostre anime. Nell'interpretazione alla Berkeley la realtà fisica non è considerata come qualcosa di esistente oggettivamente in sé e per sé, ma solo come una teoria matematica esistente come concetto nella mente di Dio e proiettata da Dio nelle nostre menti attraverso le immagini sensoriali che percepiamo; dunque tanto la funzione d'onda quanto il suo collasso, sono reali solo in quanto rappresentano le modalità con cui Dio concepisce l'universo e suscita in noi le nostre impressioni sensoriali. Questa interpretazione non ha alcun supporto scientifico dunque è intrinsecamente metafisica. ( da Wikipedia)



L' <<interpretazione a molte menti>> della meccanica quantistica estende l'interpretazione a molti mondi, proponendo che la distinzione tra i mondi debba essere compiuta al livello della mente di un osservatore individuale. ( da Wikipedia)



La logica proposizionale (o enunciativa) è un linguaggio formale con una semplice struttura sintattica, basata fondamentalmente su proposizioni elementari (atomi) e su connettivi logici di tipo vero-funzionale, che restituiscono il valore di verità di una proposizione in base al valore di verità delle proposizioni connesse (solitamente noti come AND, OR, NOT...). La semantica della logica proposizionale definisce il significato dei simboli e di qualsiasi proposizione che rispetti le regole sintattiche del linguaggio, basandosi sui valori di verità associati agli atomi. Data una interpretazione (o modello) di una proposizione (in generale di un insieme di proposizioni), e cioè una associazione tra le proposizioni elementari e le realtà rappresentate, possiamo generare un insieme infinito di proposizioni con significato definito che riguardino quella realtà. Ciascuna proposizione si riferisce quindi a uno o più oggetti della realtà rappresentata (anche astratta, ovviamente) e permette di descrivere o ragionare su quell'oggetto, utilizzando i due soli valori "Vero" e "Falso". ( da Wikipedia)



L'idea alla base della meccanica quantistica relazionale, seguendo la linea tracciata dalla relatività ristretta, è che differenti osservatori potrebbero dare differenti descrizioni della stessa serie di eventi: ad esempio, ad un osservatore in un dato punto nel tempo, un sistema può apparire in un singolo autostato, la cui funzione d'onda è collassata, mentre per un altro osservatore, allo stesso tempo, il sistema potrebbe trovarsi in una sovrapposizione di due o più stati. Di conseguenza, se la meccanica quantistica deve essere una teoria completa, l'interpretazione relazionale sostiene che il concetto di stato non sia dato dal sistema osservato in sé, ma dalla relazione tra il sistema e il suo osservatore (o i suoi osservatori). ( da Wikipedia )



Il vettore di stato della meccanica quantistica convenzionale diventa quindi una descrizione della correlazione di alcuni gradi di libertà nell'osservatore rispetto al sistema osservato. Ad ogni modo, questa interpretazione sostiene che ciò vada applicato a tutti gli oggetti fisici, che siano o meno coscienti o macroscopici. Ogni evento di misura è definito semplicemente come una normale interazione fisica, ovvero l'instaurazione del tipo di relazione descritto prima. Il significato fisico della teoria non riguarda quindi gli oggetti in sé, ma le relazioni tra di essi. ( da Wikipedia)



LA NOSTRA PRODUZIONE POETICA va interpretata in base ai principi della “meccanica quantistica”. La nostra creazione  artistica si connota per un approccio “quantistico” che è diventato via via, nel tempo,  sistema sempre più consapevole per  esplorare i “nostri mondi”  fino a diventare “metodo”.  Dalì allorché dichiarava  di utilizzare il  “metodo paranoico-critico”  probabilmente non era consapevole che il suo “metodo” non era altro che “quantistico” ed il “paranoico-critico” era solo il modo con cui selezionava i “mondi” che si generavano dal suo contatto con la realtà. Se dovessimo definire il nostro, esso si definisce come  “ metodo quantistico-trascendentale”. 

Poeta palesemente “quantico” è stato Dylan Thomas: …Uno dei metodi usati dai surrealisti nelle loro poesie, - egli scrive- era quello di giustapporre parole d immagini che non avevano alcuna relazione razionale; da ciò speravano di raggiungere una sorta di poesia subconscia o onirica, che sarebbe stata più fedele al mondo immaginoso della mente, in gran parte sommerso, della poesia che fa assegnamento sulle relazioni logiche e razionali di idee, oggetti e  immagini. Questo è, rozzamente, il credo dei surrealisti, dal quale profondamente dissento. Non m’interessa da dove le immagini di una poesia siano prese; puoi trarle dal più profondo mare dell’io nascosto; ma prima di raggiungere la carta, esse devono passare attraverso tutti i processi dell’intelletto. Per i surrealisti, il caos è la “forma e l’ordine”, essendo convinti che qualsiasi cosa uscita dal loro subconscio e messa sulla carta abbia qualche valore o interesse: io nego, questo>>. Una delle arti del poeta, continua Thomas, è rendere comprensibile e articolato ciò che può emergere dalle sorgenti subconscie; uno dei maggiori e principali usi dell’intelletto è selezionare dalla massa informe del subconscio le immagini che più si adatteranno al suo scopo creativo, che è unicamente quello di scrivere la migliore poesia possibile. Per raggiungere questo scopo, egli afferma, è lecito usare qualsiasi accorgimento offerto dalla lingua: <<io  uso qualsiasi espediente perché le mie poesie funzionino e procedano nella direzione voluta: vecchi e nuovi trucchi, giochi di parole, composti ibridi, paradosso, allusione, paronomasia, catacresi, slang, rime di assonanze e rime di vocali, ritmo proiettivo…La torsione e il travisamento delle parole, le invenzioni e le trovate, fanno parte del piacere che è parte del penoso, volontario lavoro del poeta>> ….<<Esiste sempre l’unica parola giusta, occorre servirsene, nono stante le sue associazioni sconce o semplicemente comiche. Fa parte del compito di un  poeta prendere una parola corrotta e prostituita ed eliminare le rughe della sua dissipazione, e rimetterla sul mercato, fresca e vergine. L’artista non ha che un limite: il limite della forma…( dall’”Introduzione” di Ariodante Marianni  a “Poesie e racconti” di Dylan Thomas – 1996 – Giulio Einaudi Editore s.p.a. – Torino)            



Tenuto conto di quanto fin qui detto, proponiamo alla lettura alcune nostre composizioni poetiche, scritte a partire  dal 1965 ad oggi. E’ possibile osservare il progressivo ampliamento dei “mondi”, l’evoluzione delle loro interconnessioni e le descrizioni ed interpretazioni poetiche che ne scaturiscono.   

 

<<Al tramonto>>,  la mia prima poesia,  fu scritta all’età di 15 anni, nel 1965. La vocazione poetica è stata una costante della mia vita. Ho subito, da sempre, il fascino delle parole, la presenza interiore dello spirito poetico ad ispirare i miei pensieri, un compagno, a volte, un demone, altre volte, un angelo. Fonte di ispirazione primaria è stata la “donna”, la presenza femminile, un mistero da svelare, rimasto non svelato. Fu, infatti, una donna ad ispirare questa mia prima poesia, Fedora, la promessa sposa di mio zio Pietro con cui venne da Pistoia a trascorrere le vacanze a Palma Campania, per conoscere i parenti dello sposo in vista del matrimonio. Una bella donna, bruna, alta, dalle labbra carnose e sensuali, aveva la grazia raffinata delle donne toscane, una voce musicale. Conoscevo già la storia d’amore di Dante e Beatrice. Ora vedevo una donna toscana dal vero, dal mondo della fantasia era venuta in quello reale, questo bastò a suscitare l’ispirazione. Per un maschio del Sud la donna del Nord è un’attrazione ancestrale, è la “straniera”, suscita il fascino della preda, della “donna bianca” nell’uomo orientale, quale mi ritengo, è il gioiello dell’harem. A quindici anni, sentivo già tutti i richiami e le pulsioni sessuali dell’uomo. Era l’estate del 1965, abitavo nella casa di mia madre in Vico Parrocchia n°1 a Palma Campania, una casa vecchia ma comoda come un vecchio paio di scarpe, è stata la mia casa del cuore, con ampi spazi, camere dagli alti soffitti, costruita come un’abitazione della dissepolta Pompei romana, con una grande  terrazza che dava su un giardino interno di aranci e piante da frutto assortite, palme e vialetti di siepi di bosso che portavano in un gazebo coperto da una pianta rampicante, la muehlenbeckia, al centro svettava una palma altissima. Ho ancora nella memoria l’immagine di quel pomeriggio mentre scrivevo la poesia in un quadernetto, che conservo ancora, seduto sui gradini della terrazza.      

Vedo il tempo bruciare in un tripode come incenso.

Ama, mi disse, ed il mondo sarà tuo.

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Appunti: Alleggerire la parola del suo valore logico fino a farne pura immaginazione, puro suono, e affermare una più libera e raffinata espressione, capace di suscitare più sottili sensazioni, più complesse emozioni, di richiamare zone di sensibilità ancora inesplorate.



AL TRAMONTO

(1965)

Il sole tramonta all’orizzonte

Un colore caldo ti bacia la fronte

Il cielo si colora di vermiglio

La tua anima è più candida di un giglio

Nell’aria si spande un allegro cinguettio

Nei tuoi occhi c’è l’immagine di un dio.

martedì 27 giugno 2017

ZamlapArsArt: "Il Vasaio etrusco" olio su tela 50x70cm ( 2016) ...

ZamlapArsArt:
"Il Vasaio etrusco" olio su tela 50x70cm ( 2016) ...
: "Il Vasaio etrusco" olio su tela 50x70cm ( 2016) di Salvatore Iervolino ©

"Il Vasaio etrusco" olio su tela 50x70cm ( 2016) di Salvatore Iervolino ©

ZamlapArsArt: Unristorante per cannibali( 20maggio 2017)La...

ZamlapArsArt: Unristorante per cannibali


( 20maggio 2017)


La...
: Un ristorante per cannibali ( 20 maggio 2017) La pioggia ha bagnato i frutti del gelso L’acqua siderale si mescola al dol...

Un ristorante per cannibali



( 20 maggio 2017)



La pioggia ha bagnato i frutti del gelso

L’acqua siderale si mescola al dolce della polpa

 Raccolgo i frutti più scuri tra i rami pieni

come rosari di gemme rosse

Quelle nere e scure mature

le porto alla bocca

È lo stesso gesto dell’uomo paleolitico raccoglitore

Dopo trentamila anni ripeto le stesse azioni

 il sapore della pioggia è cambiato

Il sale delle stelle

è viscido di idrocarburi

Le bighe di Ben Hur trainate da cavalli bianchi

Corrono nel Circo Massimo con i rostri taglienti

Fissati nel mozzo delle ruote

A falciare  zampe e gambe

Gli antichi romani si divertivano così

Non avevano inventato ancora il pallone

Non c’era la Juventus, il Napoli, la Roma 

ed un ombrello è posato sul tavolo operatorio

Trovami una pepita d’oro per fumarla nella pipa

Accorrono disordinatamente i bimbi negri

a contendersi le caramelle

Si spintonano

si spingono

strillano

qualcuno resta senza caramelle

Altri ne hanno le mani piene

i bimbi asiatici si mettono in fila

Silenziosi e composti

aspettano il loro turno

Capisci così la differenza

Tra educati all’ordine e prosperità

Tra inselvatichiti

e carestia epidemia e stragi

Sul tavolo operatorio

hanno poggiato un vassoio di sushi e tre uova

È un ristorante per cannibali

Non si butta via niente

Gli organi vengono recuperati per i trapianti

Dopo l’estinzione degli animali

Ci si ciba di esseri umani

Il partito animalista ha la maggioranza assoluta

È il pianeta delle scimmie

Sul tavolo operatorio sezionano il silenzio

Ne fanno bocconi

E le signore nude

Acquistano un’oscena dignitosa grandezza

Le vecchie più che le giovani

Hanno i cassetti pieni calze di lana

nell’intimità delle mura domestiche

si lasciano andare alle debolezze dei comuni mortali

i vegetariani, i vegani,

i ricchi vogliono prelibate pietanze

di carne umana

il cuore degli uomini non soffre più

grazie, mamma

regalatevi una famiglia

ce ne sono in vendita per tutte le tasche

producono figli buoni da mangiare

ci sono bambini messi al mondo

per farne porchette

da genitori fragili

abbandonati da mamme crollate sotto il peso

della responsabilità

sono figli rimasti senza nessuno

vengono affidati ai cuochi

li trasformano in piccole meraviglie

hanno sorpreso molti

ma non chi sa bene che

per farsi un bambino a cena

bisogna conquistarsi un posto a tavola

si fa una gara a sorte

ci sono giudici severi

chi perde finisce cucinato come contorno

è una rivoluzione

che fa giustizia dell’avidità

si può mangiare o essere mangiati

c’è il brivido

stimola l’appetito

scegli a chi vuoi dire

ti voglio bene

con un invito a cena di carne umana

non ci sono buoni propositi

il voler bene viene punito

alla festa del male

ho fatto il pasticciere

mettendo insieme tanti ingredienti

e tanti gusti

impagabile emozione sentirsi dire

è dolce

come la carne umana

alla fine arriva il conto

c’è un prima

c’è un dopo

bisogna lasciare un figlio alla cassa

che non sia malato

come noi

anche preso in prestito

o comprato al mercato

il diavolo cambia pelle

ma non il vizio

è la star di copertina

il fuoco dei fornelli è suo

e ti aspetta

per la prossima cena

il menù non cambia

carne umana

per tutte le fiamme

e le anime bruciano come paglia

sul tavolo operatorio c’è la primavera

ed una macchina per cucire

vestiti di pelle umana

lungo e corto

largo e stretto

con e senza maniche

a tinte forti

per scimmie nude

una vasta gamma di strisce depilatorie

con effetto sorpresa

total black

c’è black out in sala

nessuno esce vivo

da questo ristorante

per cannibali

è la regola del mondo. 
Salvatore Iervolino ©   

lunedì 26 giugno 2017

ZamlapArsArt: La ginestra sulla scogliera (50x70) 2006 di Salvat...

ZamlapArsArt: La ginestra sulla scogliera (50x70) 2006 di Salvat...: La ginestra sulla scogliera (50x70) 2006 di Salvatore Iervolino
La ginestra sulla scogliera (50x70) 2006 di Salvatore Iervolino

ZamlapArsArt: La finenatalizia dell’abete( novembre 2016) Log...

ZamlapArsArt: La finenatalizia dell’abete
( novembre 2016)

Log...
: La fine natalizia dell’abete ( novembre 2016) Logorroiche nubi Quanti discorsi d’amore Al sole bruciate nella pioggia E...

La fine natalizia dell’abete

( novembre 2016)


Logorroiche nubi

Quanti discorsi d’amore

Al sole bruciate nella pioggia

Ed io vi canto lo stormire

Delle frondose cime degli abeti bianchi

Non si aspettano di cadere anche

Questo Natale per essere addobbati a festa

Con collane di luci

È la morte di un albero

Delle più dignitose

Per un nobile fine

Prima di finire tra le fiamme

di un anno forno

Come qualsiasi cadavere di uomo

Che abbia deciso

 di farsi Ridurre in cenere

per non

Dare le sue carni ai vermi

Viltà al di là della morte
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Salvatore Iervolino ©

domenica 25 giugno 2017

ZamlapArsArt: "Angelo guerriero" ( 50x70cm) 1980 - collage, tecn...

ZamlapArsArt: "Angelo guerriero" ( 50x70cm) 1980 - collage, tecn...: "Angelo guerriero" ( 50x70cm) 1980 - collage, tecnica mista, con fori di proiettili di Walther PPK 7,65 e 357 magnum Smith &amp...

"Angelo guerriero" ( 50x70cm) 1980 - collage, tecnica mista, con fori di proiettili di Walther PPK 7,65 e 357 magnum Smith & Wesson - di Salvatore Iervolino ©

sabato 24 giugno 2017

ZamlapArsArt: L’albad’oro(20/5/2017)Albad’oro Rutilantedi ali...

ZamlapArsArt: L’albad’oro
(20/5/2017)
Albad’oro
Rutilantedi ali...
: L’alba d’oro (20/5/2017) Alba d’oro Rutilante di ali d’angelo Battaglie incruente e scherzose di cherubini Con frecce di ...

L’alba d’oro

(20/5/2017)

Alba d’oro

Rutilante di ali d’angelo

Battaglie incruente e scherzose di cherubini

Con frecce di piume

Scoccate con archi dalle corde di violino

Intrecciate a zampilli di fontane di miele

E stille trasformate in stelle

Chiare si dissolvono nella luce del giorno

Il sole scuote i suoi capelli di cristallo sfavillanti

Carezzati da fate

Sprigionano magie

Tante quante ne contiene

La borsa di Aladino

Sul tappeto volante verso le mille e una notte

Dei racconti d’Oriente

È tuo l’Oriente, o’ sole

Porgimi il piatto d’oro

Col cibo della vita

Per questo giorno

Distillato dal sangue di chimera

La trafiggo con la spada della mia penna

Sono il cavaliere errante dei miei giorni

O’ dolce luna, dietro il velo del giorno

Quando ti vestirà la notte

apparirai nuda e splendente

dello sguardo del sole

che oggi guarda me

 illumina il cammino del cavaliere errante

dei miei giorni corona di spine

sulla mia fronte madida

del sudore del poeta

simile al sangue di drago

strappo le visioni al mondo vorticante

le rendo di pietra

col mio sguardo di medusa

il nulla e il tutto

si combattono

nell’eterna lotta della creazione

oh! Tu, abisso,

che ti riempi dei versi non scritti

restituiscimi le parole vitali

sorgono come guerrieri

dalla foresta dei simboli

combattono contro gli oscuri demoni

dei passi perduti

dove i numeri  si ricompongono

a formare la cifra che misura l’infinito

e si cancellano come scritti sulla sabbia

delle clessidre assetate

vuote di tempo

di cui mi lasci le briciole

di queste mi nutro

col becco della fenice

paziente ed affamato

aspetto di addentare il boccone intero

della vita

quello che sfama e sazia

portato sul piatto d’oro

di questo giorno nascente

ti invoco

non lasciarmi con la bocca piena

della sabbia del tempo perduto

sia questa la mia alba d’oro

quella che mi cinge

come aureola

nel trionfo contro l’inutile nemico

dono a chi persiste

nella fede del proprio destino d’uomo

a gloria delle promesse

fatte e ricevute sul fonte battesimale

e se di briciole di tempo

devo nutrirmi

per crescere nell’umiltà

accetto di avere le ali dell’umile passero

e mi poso sulla mano del fraticello Francesco

e solo nel sogno

mi vedo come aquila che mai si posa

per assenza di vette

e si consuma come fenice

nelle fiamme del sole

e  sua cenere raccolgo su queste pagine

a formare parole

da cui rinasco ogni giorno

e mi accompagno a Dio

per il giorno di salvezza

mai cancellato dalla notte.
Salvatore Iervolino ©