Translate

venerdì 16 giugno 2017


ULTIMA FERMATA PAPPAGONIA

ovvero LA VOLONTA’ DEL POETA

( all’incirca 2003-2004)



Ultima fermata Pappagonia/i politicanti pappano stipendi

da favola, da novella, da fiaba orientale, da racconto da bar,

da raccolto per terra, tanto a schiena china e posteriore pronto

si ricava di ben vivere

schei, argiànt, pila, euro, dollars, dinero,

e l’avviso ai naviganti vien/soffiato in un vetro che si

appanna di panna e fa cucù! /Una copia per cazzo e un originale

per figa ed il culo non ha sesso/al buio chi ci bada

è il momento del buco/come in finanza così nella stanza fin nella panza

sotto la panca la capra campa/cara signora caro signore

cari signori coppie di fatto/copie di fatto care signore

pacs cacs pacche cacche checche/pecche zecche pacche vacche

quanta voglia di meretricio/in micio, sporca sozza inconsapevole follia cieca

come la gattina appena nata/scambiata per topina nera

a chi piace più?/solo se sa di cocaina

è buona la bambina/per gente fornita di soldi rubati

riciclati rirubati ririciclati rirì pipì

pissipissi pissicat metti la mano sul cat-can-can

gran-can gran-caz!/doppia zeta doppio petto doppia potta

davanti-dietro-dietro-dietro

oooooh! oooorgasmoooooooooooooo!

è solo da vecchietto/che ha visto e goduto i casini

fatto figli con una solita ora vecchia moglie

che dice e vede ora nel mondo

puttanazze e puttani a cui non frega più niente del mondo

la signora ha perso la figa da mamma

e ne ha trovata una da puttana

in attesa che sistemi tutto l’Islam/e finisce il pecoreccio

con impalate vere

di pali di legno fresco come il giglio

si ha paura di un figlio

che spunta dal cilindro come un coniglio

e si preferisce un consiglio/meglio ancora se di amministrazione

se consente di rubare/vicino alla stazione a vagoni alla Callisto

e chi se visto se visto/scusate se insisto

ad una massa sterminata per la grande pappata

di vecchi cagoni castrati dei soldi come capponi

si invoca l’indennizzo per i babbei dei loro schei

la dabbenaggine come malattia sociale papale papale

con pensione d’invalidità e reddito assicurato

sotto il guanciale papale papale

i sagrestani han imparato a rubar formaggio

di cui fan foraggio e nessun più

festeggia il 1° maggio/rubate! rubate! qualcosa resterà

cucù cucù! cucaau-cucaù!

è la chiusura delle osterie con il mezzo litro

annacquato di vino o avvinato di acqua,

rovina famiglie! divino! Pipino! ditino! cretinoOOOOOOhhh!

Evviva mi fa male l’amore,/non posso amare,

me lo ha proibito il dottore,

sono un invalido sentimentale

col filo interdentale

cerco una donna con lo stesso mal di mare o amare,

fa stesso! fa sesso! fa cesso.

La magica donna,/si presenta così,

mio caro Fri-frì!/senza frontiere nei territori dell’amore

sa del suo afrore, del suo sudore,

pronta a viaggiare senza arrivare/ed io ad eiaculare

è il primato dell’uomo che non sapeva amare

dell’attore porno a cinepresa spenta

senza che si penta/gentile signora,

c’è ancora qualcuno che ringrazia, dopo l’amore.

Orgasmo senza amore/ma con tanto sudore.

Vite da circo mediatico,/si porta nel didietro la sua fortuna

l’aspirazione della commessa/con il culo di valore

è Miss Italia/passare dall’altra parte della cassa

a piangere un vecchio che fa tanta cassa

per un poco di cazzetto vecchietto

meglio dell’ufficialetto fuori dal letto,

mi eccita Paperon de  Paperoni

i suoi soldoni, il tuffo nell’oro

in mancanza va per loro la coppia  per caso,

la signora che va per lazzi o, meglio,

per cazzi, a caso/è la cuccagna del falso scambista

con la puttana presa fuori pista

rifilata come moglie/sotto mentite doglie

per le voglie di adultero

si va a finire sotto le foglie e chi le coglie più, cucù!.

Attenti a questa società!/Alla fine  trionferà

e ci sarà merda, per tutti!

Su tanto letame si fonda il nostro reame.

Si fotta, si fotta, si fotta!

Chi se ne frega della Franca,/tanto va che la si fa franca!

Onorevole, Eccellenza, Eminenza!

Il crimine paga, eccome! Mio caro, briccone!

Tanto ci ho la scopa che respira!

Eh, va là che la tira! Ancora, per ora.

Eppoi? Gira e rigira mondo birbante,

chi se la prende in culo è sempre il fante!

Mi nutro di Jaguar e bevo Ferrari.

Ci penserà il Vasco a tenerli buoni,

fin tanto che cantano, pagano.

Pasticche, pasticche, pasticche!

ed un tiro di coca, e stan buoni, sono al top, al topo!

Si vive anche di calcio, di cacio, e si finisce a calci

nel culo a questa razza farabutta sempre in combutta!

Fratelli di fardelli, in corsa per un mensile

anche nell’anno bisestile/per andare a letto con la Marisa

anche se non è di Class

ha una morale estiva adatta a tutto ano.

Non ci posso credere siamo a Rimini, tutto l’anno.

Basta piantare l’ombrellone sul pianerottolo

e buttare l’immondizia nel viottolo. 

Quanta strada fanno gli stronzi dalla tazza del cesso al mare?

Questa sì è ricerca scientifica pura!

Queste sono domande da farsi, interrogativi metafisici!

Si organizzano crociere per cercare il proprio stronzo personale

che galleggia sperduto in alto mare. Chi lo trova per primo vince

in premio lo stronzo similoro del famoso scultore ad ore.

E’ questa l’affermarsi di una nuova laicità

delle grandi cose,/voglia di avventura e conoscenza,

vedi le bollicine salire dalle onde

e riconosci il tuo stronzo perduto,

senti la vita, senti il fuoriclasse che è in te,

hai prodotto lo stronzo inaffondabile,/sei finalmente fiero di te,

hai generato il re Travicello dei nostri tempi,

lo Stronzo inaffondabile,

e tutti lo vogliono, come Presidente del coniglio,

del Gran Coniglio.

Capisci che hai salvato il tuo popolo,

la tua Nazione, la Patria, il Nostro Paese,

il tuo talento diventa fantascienza

e hai voglia di mangiarti un leone/e vivere il ritorno del Corsera.

Ne farai uno più grosso, da leone!

Ne sei sicuro e scorgi la tua oasi, tra terra e mare,

dove ritirarti a fatto compiuto,/è il posto al sole in Riviera,

in fondo al tunnel della tua vita,

dopo che finalmente sei riuscito ad uccidere Rita,

ora sai dove, sai quando

e le tue vite saranno tutta un’altra storia,

spazi verdi, inviti in Maremma, bevute al Trimillionere,

la carne chiama e prendi la valigia.

Non solo esperimenti ma un cazzotto sui denti,

è la realtà: datemi una figa, vi solleverò il mondo!

La signorina ne è munita e nutre grosse speranze.

Ma Archimede usò una leva dritta e dura.

Erano altri tempi, quanto i maschi facevano figliare le femmine

e queste diventavano mamme e loro papà,

quando c’era il vecchio sferragliare del treno e di notte

si fotte e cigolavano i letti

e dopo nove mesi sentivi i vagiti dei nuovi operai,

delle lucide baionette attaccate alle tette, grosse e piene di latte,

erano donne fatte, di carne e non silicone come queste porcone!

Sono la mia religione,

non cerco ciò che ci unisce ma quello che ci divide

e ci tiene lontano. Ano, ano, Assisi può attendere.

La morte non gioca a scacchi ed è meglio vivere

questo Carnevale, finché vale.

Ci vuole una precisione assoluta di vita

non si può mancare il bersaglio/in questo caravan serraglio,

è un viaggio di sola andata.

i giorni sono tutti da ex-vivo,/in caso di vittoria

c’è la Coppa Eternità

dove te la godi con l’anima fuori dalle budella.

Questa sì che è bella!

E’ un richiamo alla memoria

di vacanze spagnole,/un gelo in piena estate non fa più

rabbrividire ed è tutto un dire!

La morte è la definitiva andata di corpo

e ti liberi del cacca-corpo

della valigia piena del necessario indispensabile

ed è tutto impensabile/non è concesso fare foto

e la tua opera omnia si legge come una sola vocale

e scopri che Buddha fa il gestore di un luna park

e l’altro gestisce una macelleria islamica

ed è inutile pensare alla dieta mediterranea

e quell’altro se ne sta in panciolle tutto il santo giorno

senza nessuno intorno/questo lo sa il tonno

libero ed anarchico

temi della vita ed ognuno si fa i cazzi suoi

e finalmente non ti rompono più i tuoi

Dante è venuto una volta e mai più

nessuno ti dà la sveglia perché non si dorme più

ed è stato come allargare i confini del proprio giardino

e capisci il paradosso del porchettaro

con cui gli egizi uccisero il vaccaro

e ne fecero un faraone dal gran culone,

il valore triplicato della vitalità intestinale,

siamo trippa, grandi e piccini,

ricchi e poverelli, /brutti e belli.

Voglio fa l’onorevole anch’io!, guidi nel sonno

con la vita a scomparsa

prendi per mano il cervello protetto

dalla nemica insonnia e ti salvi dal suicidio cannibale,

ci vuole una moto da 120 cavalli

e una bionda dietro al didietro o meglio una bruna

dai capelli corvini/sciolti al vento

e non mi pento/dopo 200 anni da uomo normale

e della bistecca al sangue /che non va male,

vecchio matto, con quei tre chili in più sui fianchi

hai le giuste maniglie dell’amore

per le tardone che devono accontentarsi

del marito che capita/quella notte o mai più

e butti a mare i tuoi segreti/diventeranno tesori sommersi

nella pancia dei galeoni affondati

per una grigliata di maiale perfetta

la mangi fetta a fetta

e ti passerà anche la voglia di avere un seno super per cuscino

e le racconterai di tuo cugino

che non vedi da anni ed è pieno d’affanni

le racconterai dei tuoi sogni erotici

e così la vedrai piangere senza lacrime in silenzio

hai violato la prima regola dell’amore e non sai la seconda

e ti perdi il finale di uno squallido filmino porno

non saprai mai come è andata a finire

desideri e paure resteranno così anche dopo il risveglio

e ti lasci conquistare dalla grande stagione Sky

con un bel decoder digitale gratis  

e la tua vita ti sorprende sempre

a parte quel po’ di secchezza cutanea

il tuo cazzo è felice

e se una volta si parlava di sesso  al mare

oggi ci si chiede di che sesso è il mare

come cambiano i tempi e i gusti

sotto a quei fusti, miei cari bellimbusti!

E’ la colf filippina a pulire il cesso di casa a dovere

ma sta per il finire il tempo

ove ridurre il colesterolo era un piacere

si tornerà a leccare il grasso sul fondo della pentola

è la cultura delle erbe

quella riservata alle pecore matte

chinate fino alla cintola/a brucare quello che si trova

ed in questo saremo messi alla prova

per il nuovo benessere della papaya

e dell’aloe vera/della Nuova Era.

Esci dal guscio,/preparati al freddo!

Fuori dall’uscio/c’è il raffreddore ad ore,

ad orge fuor delle forge.

E’ il ritorno all’antico selvaggio

senza carta igienica/ma con l’erba del foraggio

senza la doccia crema/ma con la pioggia del coraggio.

Fin da piccoli inizia a raddrizzarsi il sorriso

fino a quando /il pugno di un immigrato clandestino

ti fa saltare i denti del destino

e inizi a capire la differenza/e perdi la pazienza

fino a quando lui concreto/lei emotiva stuprano

entrambi con una merendina /nel deretano

e ti scoppia l’auto a metano

e finiscono i sogni legati all’ansia di prestazione

e vai contro la vita pronto all’azione

non guardi più in faccia a nessuno

anche se è qualcuno/e ti accorgi che il mondo non puoi usarlo

come una porta scorrevole/bisogna prenderlo a calci e spallate

e non ti frega delle unghie tagliate

e del culetto pulito/se ti spezzano il dito

quelle stesse facce di sempre/al governo all’infinito,

senatori a vita, /governatori a vita,

direttori a vita/e annatevene’ a fare in culo!

La Cina si avvicina, senza mulo!

Con i pidocchi e i finocchi/senza cocchi e rimbocchi,

eccoli di nuovo, gli epitaffi viventi

 senza veri denti

ma con il denaro, il vero fitness della vita,

la ricetta più antica per l’efficacia più moderna

ma a vincere sarà la volontà del poeta, infinita.
Salvatore Iervolino ©

Nessun commento:

Posta un commento