ULTIMA
FERMATA PAPPAGONIA
ovvero
LA VOLONTA’ DEL POETA
(
all’incirca 2003-2004)
Ultima fermata Pappagonia/i politicanti pappano stipendi
da favola, da novella, da fiaba orientale, da racconto da bar,
da raccolto per terra, tanto a schiena china e posteriore pronto
si ricava di ben vivere
schei, argiànt, pila, euro, dollars, dinero,
e l’avviso ai naviganti vien/soffiato in un vetro che si
appanna di panna e fa cucù! /Una copia per cazzo e un originale
per figa ed il culo non ha sesso/al buio chi ci bada
è il momento del buco/come in finanza così nella stanza fin nella panza
sotto la panca la capra campa/cara signora caro signore
cari signori coppie di fatto/copie di fatto care signore
pacs cacs pacche cacche checche/pecche zecche pacche vacche
quanta voglia di meretricio/in micio, sporca sozza inconsapevole follia
cieca
come la gattina appena nata/scambiata
per topina nera
a chi piace più?/solo se sa di
cocaina
è buona la bambina/per gente fornita
di soldi rubati
riciclati rirubati ririciclati rirì
pipì
pissipissi pissicat metti la mano sul
cat-can-can
gran-can gran-caz!/doppia zeta doppio
petto doppia potta
davanti-dietro-dietro-dietro
oooooh! oooorgasmoooooooooooooo!
è solo da vecchietto/che ha visto e
goduto i casini
fatto figli con una solita ora
vecchia moglie
che dice e vede ora nel mondo
puttanazze e puttani a cui non frega
più niente del mondo
la signora ha perso la figa da mamma
e ne ha trovata una da puttana
in attesa che sistemi tutto l’Islam/e
finisce il pecoreccio
con impalate vere
di pali di legno fresco come il
giglio
si ha paura di un figlio
che spunta dal cilindro come un
coniglio
e si preferisce un consiglio/meglio
ancora se di amministrazione
se consente di rubare/vicino alla
stazione a vagoni alla Callisto
e chi se visto se visto/scusate se
insisto
ad una massa sterminata per la grande
pappata
di vecchi cagoni castrati dei soldi
come capponi
si invoca l’indennizzo per i babbei dei
loro schei
la dabbenaggine come malattia sociale
papale papale
con pensione d’invalidità e reddito
assicurato
sotto il guanciale papale papale
i sagrestani han imparato a rubar
formaggio
di cui fan foraggio e nessun più
festeggia il 1° maggio/rubate! rubate!
qualcosa resterà
cucù cucù! cucaau-cucaù!
è la chiusura delle osterie con il
mezzo litro
annacquato di vino o avvinato di
acqua,
rovina famiglie! divino! Pipino!
ditino! cretinoOOOOOOhhh!
Evviva mi fa male l’amore,/non posso
amare,
me lo ha proibito il dottore,
sono un invalido sentimentale
col filo interdentale
cerco una donna con lo stesso mal di
mare o amare,
fa stesso! fa sesso! fa cesso.
La magica donna,/si presenta così,
mio caro Fri-frì!/senza frontiere nei
territori dell’amore
sa del suo afrore, del suo sudore,
pronta a viaggiare senza arrivare/ed
io ad eiaculare
è il primato dell’uomo che non sapeva
amare
dell’attore porno a cinepresa spenta
senza che si penta/gentile signora,
c’è ancora qualcuno che ringrazia,
dopo l’amore.
Orgasmo senza amore/ma con tanto
sudore.
Vite da circo mediatico,/si porta nel
didietro la sua fortuna
l’aspirazione della commessa/con il
culo di valore
è Miss Italia/passare dall’altra
parte della cassa
a piangere un vecchio che fa tanta
cassa
per un poco di cazzetto vecchietto
meglio dell’ufficialetto fuori dal
letto,
mi eccita Paperon de Paperoni
i suoi soldoni, il tuffo nell’oro
in mancanza va per loro la
coppia per caso,
la signora che va per lazzi o,
meglio,
per cazzi, a caso/è la cuccagna del
falso scambista
con la puttana presa fuori pista
rifilata come moglie/sotto mentite
doglie
per le voglie di adultero
si va a finire sotto le foglie e chi
le coglie più, cucù!.
Attenti a questa società!/Alla
fine trionferà
e ci sarà merda, per tutti!
Su tanto letame si fonda il nostro
reame.
Si fotta, si fotta, si fotta!
Chi se ne frega della Franca,/tanto
va che la si fa franca!
Onorevole, Eccellenza, Eminenza!
Il crimine paga, eccome! Mio caro,
briccone!
Tanto ci ho la scopa che respira!
Eh, va là che la tira! Ancora, per
ora.
Eppoi? Gira e rigira mondo birbante,
chi se la prende in culo è sempre il
fante!
Mi nutro di Jaguar e bevo Ferrari.
Ci penserà il Vasco a tenerli buoni,
fin tanto che cantano, pagano.
Pasticche, pasticche, pasticche!
ed un tiro di coca, e stan buoni,
sono al top, al topo!
Si vive anche di calcio, di cacio, e
si finisce a calci
nel culo a questa razza farabutta
sempre in combutta!
Fratelli di fardelli, in corsa per un
mensile
anche nell’anno bisestile/per andare
a letto con la Marisa
anche se non è di Class
ha una morale estiva adatta a tutto
ano.
Non ci posso credere siamo a Rimini,
tutto l’anno.
Basta piantare l’ombrellone sul
pianerottolo
e buttare l’immondizia nel
viottolo.
Quanta strada fanno gli stronzi dalla
tazza del cesso al mare?
Questa sì è ricerca scientifica pura!
Queste sono domande da farsi,
interrogativi metafisici!
Si organizzano crociere per cercare
il proprio stronzo personale
che galleggia sperduto in alto mare.
Chi lo trova per primo vince
in premio lo stronzo similoro del
famoso scultore ad ore.
E’ questa l’affermarsi di una nuova
laicità
delle grandi cose,/voglia di
avventura e conoscenza,
vedi le bollicine salire dalle onde
e riconosci il tuo stronzo perduto,
senti la vita, senti il fuoriclasse
che è in te,
hai prodotto lo stronzo
inaffondabile,/sei finalmente fiero di te,
hai generato il re Travicello dei
nostri tempi,
lo Stronzo inaffondabile,
e tutti lo vogliono, come Presidente
del coniglio,
del Gran Coniglio.
Capisci che hai salvato il tuo
popolo,
la tua Nazione, la Patria, il Nostro
Paese,
il tuo talento diventa fantascienza
e hai voglia di mangiarti un leone/e
vivere il ritorno del Corsera.
Ne farai uno più grosso, da leone!
Ne sei sicuro e scorgi la tua oasi,
tra terra e mare,
dove ritirarti a fatto compiuto,/è il
posto al sole in Riviera,
in fondo al tunnel della tua vita,
dopo che finalmente sei riuscito ad
uccidere Rita,
ora sai dove, sai quando
e le tue vite saranno tutta un’altra
storia,
spazi verdi, inviti in Maremma,
bevute al Trimillionere,
la carne chiama e prendi la valigia.
Non solo esperimenti ma un cazzotto
sui denti,
è la realtà: datemi una figa, vi
solleverò il mondo!
La signorina ne è munita e nutre
grosse speranze.
Ma Archimede usò una leva dritta e
dura.
Erano altri tempi, quanto i maschi
facevano figliare le femmine
e queste diventavano mamme e loro
papà,
quando c’era il vecchio sferragliare
del treno e di notte
si fotte e cigolavano i letti
e dopo nove mesi sentivi i vagiti dei
nuovi operai,
delle lucide baionette attaccate alle
tette, grosse e piene di latte,
erano donne fatte, di carne e non
silicone come queste porcone!
Sono la mia religione,
non cerco ciò che ci unisce ma quello
che ci divide
e ci tiene lontano. Ano, ano, Assisi
può attendere.
La morte non gioca a scacchi ed è
meglio vivere
questo Carnevale, finché vale.
Ci vuole una precisione assoluta di
vita
non si può mancare il bersaglio/in
questo caravan serraglio,
è un viaggio di sola andata.
i giorni sono tutti da ex-vivo,/in
caso di vittoria
c’è la Coppa Eternità
dove te la godi con l’anima fuori
dalle budella.
Questa sì che è bella!
E’ un richiamo alla memoria
di vacanze spagnole,/un gelo in piena
estate non fa più
rabbrividire ed è tutto un dire!
La morte è la definitiva andata di
corpo
e ti liberi del cacca-corpo
della valigia piena del necessario
indispensabile
ed è tutto impensabile/non è concesso
fare foto
e la tua opera omnia si legge come
una sola vocale
e scopri che Buddha fa il gestore di
un luna park
e l’altro gestisce una macelleria
islamica
ed è inutile pensare alla dieta
mediterranea
e quell’altro se ne sta in panciolle
tutto il santo giorno
senza nessuno intorno/questo lo sa il
tonno
libero ed anarchico
temi della vita ed ognuno si fa i
cazzi suoi
e finalmente non ti rompono più i
tuoi
Dante è venuto una volta e mai più
nessuno ti dà la sveglia perché non
si dorme più
ed è stato come allargare i confini
del proprio giardino
e capisci il paradosso del
porchettaro
con cui gli egizi uccisero il vaccaro
e ne fecero un faraone dal gran
culone,
il valore triplicato della vitalità
intestinale,
siamo trippa, grandi e piccini,
ricchi e poverelli, /brutti e belli.
Voglio fa l’onorevole anch’io!, guidi
nel sonno
con la vita a scomparsa
prendi per mano il cervello protetto
dalla nemica insonnia e ti salvi dal
suicidio cannibale,
ci vuole una moto da 120 cavalli
e una bionda dietro al didietro o
meglio una bruna
dai capelli corvini/sciolti al vento
e non mi pento/dopo 200 anni da uomo
normale
e della bistecca al sangue /che non
va male,
vecchio matto, con quei tre chili in
più sui fianchi
hai le giuste maniglie dell’amore
per le tardone che devono
accontentarsi
del marito che capita/quella notte o
mai più
e butti a mare i tuoi segreti/diventeranno
tesori sommersi
nella pancia dei galeoni affondati
per una grigliata di maiale perfetta
la mangi fetta a fetta
e ti passerà anche la voglia di avere
un seno super per cuscino
e le racconterai di tuo cugino
che non vedi da anni ed è pieno
d’affanni
le racconterai dei tuoi sogni erotici
e così la vedrai piangere senza lacrime
in silenzio
hai violato la prima regola
dell’amore e non sai la seconda
e ti perdi il finale di uno squallido
filmino porno
non saprai mai come è andata a finire
desideri e paure resteranno così
anche dopo il risveglio
e ti lasci conquistare dalla grande
stagione Sky
con un bel decoder digitale
gratis
e la tua vita ti sorprende sempre
a parte quel po’ di secchezza cutanea
il tuo cazzo è felice
e se una volta si parlava di
sesso al mare
oggi ci si chiede di che sesso è il
mare
come cambiano i tempi e i gusti
sotto a quei fusti, miei cari
bellimbusti!
E’ la colf filippina a pulire il
cesso di casa a dovere
ma sta per il finire il tempo
ove ridurre il colesterolo era un
piacere
si tornerà a leccare il grasso sul
fondo della pentola
è la cultura delle erbe
quella riservata alle pecore matte
chinate fino alla cintola/a brucare
quello che si trova
ed in questo saremo messi alla prova
per il nuovo benessere della papaya
e dell’aloe vera/della Nuova Era.
Esci dal guscio,/preparati al freddo!
Fuori dall’uscio/c’è il raffreddore
ad ore,
ad orge fuor delle forge.
E’ il ritorno all’antico selvaggio
senza carta igienica/ma con l’erba
del foraggio
senza la doccia crema/ma con la
pioggia del coraggio.
Fin da piccoli inizia a raddrizzarsi
il sorriso
fino a quando /il pugno di un
immigrato clandestino
ti fa saltare i denti del destino
e inizi a capire la differenza/e
perdi la pazienza
fino a quando lui concreto/lei
emotiva stuprano
entrambi con una merendina /nel
deretano
e ti scoppia l’auto a metano
e finiscono i sogni legati all’ansia
di prestazione
e vai contro la vita pronto
all’azione
non guardi più in faccia a nessuno
anche se è qualcuno/e ti accorgi che
il mondo non puoi usarlo
come una porta scorrevole/bisogna
prenderlo a calci e spallate
e non ti frega delle unghie tagliate
e del culetto pulito/se ti spezzano
il dito
quelle stesse facce di sempre/al
governo all’infinito,
senatori a vita, /governatori a vita,
direttori a vita/e annatevene’ a fare
in culo!
La Cina si avvicina, senza mulo!
Con i pidocchi e i finocchi/senza
cocchi e rimbocchi,
eccoli di nuovo, gli epitaffi viventi
senza veri denti
ma con il denaro, il vero fitness
della vita,
la ricetta più antica per l’efficacia
più moderna
ma a vincere sarà la volontà del
poeta, infinita.
Salvatore Iervolino ©
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