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sabato 24 giugno 2017


L’alba d’oro

(20/5/2017)

Alba d’oro

Rutilante di ali d’angelo

Battaglie incruente e scherzose di cherubini

Con frecce di piume

Scoccate con archi dalle corde di violino

Intrecciate a zampilli di fontane di miele

E stille trasformate in stelle

Chiare si dissolvono nella luce del giorno

Il sole scuote i suoi capelli di cristallo sfavillanti

Carezzati da fate

Sprigionano magie

Tante quante ne contiene

La borsa di Aladino

Sul tappeto volante verso le mille e una notte

Dei racconti d’Oriente

È tuo l’Oriente, o’ sole

Porgimi il piatto d’oro

Col cibo della vita

Per questo giorno

Distillato dal sangue di chimera

La trafiggo con la spada della mia penna

Sono il cavaliere errante dei miei giorni

O’ dolce luna, dietro il velo del giorno

Quando ti vestirà la notte

apparirai nuda e splendente

dello sguardo del sole

che oggi guarda me

 illumina il cammino del cavaliere errante

dei miei giorni corona di spine

sulla mia fronte madida

del sudore del poeta

simile al sangue di drago

strappo le visioni al mondo vorticante

le rendo di pietra

col mio sguardo di medusa

il nulla e il tutto

si combattono

nell’eterna lotta della creazione

oh! Tu, abisso,

che ti riempi dei versi non scritti

restituiscimi le parole vitali

sorgono come guerrieri

dalla foresta dei simboli

combattono contro gli oscuri demoni

dei passi perduti

dove i numeri  si ricompongono

a formare la cifra che misura l’infinito

e si cancellano come scritti sulla sabbia

delle clessidre assetate

vuote di tempo

di cui mi lasci le briciole

di queste mi nutro

col becco della fenice

paziente ed affamato

aspetto di addentare il boccone intero

della vita

quello che sfama e sazia

portato sul piatto d’oro

di questo giorno nascente

ti invoco

non lasciarmi con la bocca piena

della sabbia del tempo perduto

sia questa la mia alba d’oro

quella che mi cinge

come aureola

nel trionfo contro l’inutile nemico

dono a chi persiste

nella fede del proprio destino d’uomo

a gloria delle promesse

fatte e ricevute sul fonte battesimale

e se di briciole di tempo

devo nutrirmi

per crescere nell’umiltà

accetto di avere le ali dell’umile passero

e mi poso sulla mano del fraticello Francesco

e solo nel sogno

mi vedo come aquila che mai si posa

per assenza di vette

e si consuma come fenice

nelle fiamme del sole

e  sua cenere raccolgo su queste pagine

a formare parole

da cui rinasco ogni giorno

e mi accompagno a Dio

per il giorno di salvezza

mai cancellato dalla notte.
Salvatore Iervolino ©

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