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mercoledì 14 giugno 2017


Prefazione – presentazione da “EXCERPTA” del 1979



Imballaggio….Imballaggio



Tra l’eternità/ e la pattumiera.

Diventiamo testimoni/di una clownerie particolare

Che scherza/con il pathos e con

Il più pietoso disfacimento. ( da Manifesto Emballage di Tadeusz Kantor*)

·        Tadeusz Kantor ha scritto “La classe morta”  uno dei capolavori teatrali del Novecento.



Sostanzialmente sono imballaggi. Le parole racchiudono come involucri le idee e vanno aperte e scartocciate o schiodate, dopo questa operazione di “svestitura” non sono più tali. La contraddizione dell’imballaggio è che per restare tale non andrebbe distrutto, ma sua caratteristica è la transitorietà o meglio la funzione strumentale di conservare e al momento opportuno di lasciare posto al conservato, come tale non è definitivo. Per conservare la sua identità dovrebbe rimanere inalterato, intoccato e intatto, come del resto tutto a questo mondo, ma la distruzione della sua identità regala l’idea. Quindi, si esprime il farsi dell’idea attraverso la distruzione, il divenire è il continuo distruggersi di una identità che lascia il posto ad un’altra che a sua volta ha il medesimo  destino di quella che l’ha preceduta. La distruzione assurge ad una funzione positiva e creatrice e ciò dimostra che ogni cosa ha in se il seme del suo contrario: convergenza oppositorum. Gli imballaggi vanno costruiti per essere distrutti e regalare il loro frutto. La particolarità di questi scritti-imballaggi è che derivano da altri imballaggi, ciò significa che non sono rappresentazioni di idee ma involucri di esse. E’ il fruitore che attraverso la loro distruzione conseguirà l’idea.

Prefazione tratta da “Ininoltre anche” ( 1979)

Frammenti-imballaggio dal poemetto “Ininoltre anche”(1979)



<<  E’ >>

potenza trasparente dei sogni…sogni potenza trasparente degli dei…

Suun altare/dea cinese/thailandese con sorrisi/ ti lavo e ti chiavo/ mozzo la testa ad una lavatrice Candy/ spermatozoi in un mare di desiderio/Candy biondo nome di sesso/

…la luna pomposa prostituta/e sposa scende le discese scale/ e l’esca esce dal pesce/ e benedice amanti senza fili/ e senza figli,/ e prega a dir bene di loro/ e tutto si tramuta in oro/ ed è coro d’angeli/ e il cuore geli se l’han!/

come innocenza una lava di dentifricio/ ti lava l’anima/ tutto è lieve dentro/ come umore di pioggia/ come muore la pioggia…

spraysolitudine/ sul profilo di un monte…spraygioia/è un amo aggrappato alla scia della luna/scia di deodornate/ deo orante alle tue ascelle/ alla tua vulva/ il seme dei millenni/restò addormentato/gli spermatozoi corrono/ il buio vibra/ sotto i piedi bianchi delle stelle/ e dai rami come arpa/ stilla la musica chiusa nella terra/ la mia anima lecca le onde/ come dolce gelato alla fragola/ e incipriate fanciulle/ dai dimenticati profili/salutano alla luna/ sorci elefanti e gabbiani/soci fanti e cani/e caio in saio/

il cuore in un teatro di tenebre/ il cuore in un tea l’ebbre lacrime/ in rime di baci ciba la nostalgia/ nostra algia di una bocca diventata foglia/la tua voglia di visone/ caldo fiato/ mentre il cuore si grava d’affanno/

il primo raggio solare/ attraversa il cristallo tempo/ cristallo fallo del tempo/ prendi lo specchio del lago/ dimmi chi è l’anima più bella/ amori seppelliti tesori/ di un cuore di gioventù/ lasciate partire l’astronave/ “un numero per ogni distanza”/

 la barca dei dolori si allontana

una pioggia fatta di notti/ di passi di folla di erba / e un antro si illumina/ uno gnomo esce dalle secche d’oro/ …..l’alba ero e come fulmine seppi/ il perché della vita senza ebbrezza

si apre la porta della luce/la torre della solitudine rovina/è una notte di luna piena/ è una luna verde/ è come a CasablancafilmBogart/ è una venere bionda/è l’amore/ è un disseppellito tesoro da una coda di piano/preso con dita leggere sui tasti d’avorio/è una veranda nel mare silente/è il sacerdote di Dio/è il genio dei tre desideri/è gioia al cielo/è fiore/ è giorno nato/ E’            
                                                                             Salvatore Iervolino ©

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