Prefazione
– presentazione da “EXCERPTA” del 1979
Imballaggio….Imballaggio
Tra l’eternità/ e la
pattumiera.
Diventiamo
testimoni/di una clownerie particolare
Che scherza/con il
pathos e con
Il più pietoso
disfacimento. ( da Manifesto Emballage di Tadeusz Kantor*)
·
Tadeusz Kantor ha scritto “La classe morta” uno dei capolavori teatrali del Novecento.
Sostanzialmente
sono imballaggi. Le parole racchiudono come involucri le idee e vanno aperte e
scartocciate o schiodate, dopo questa operazione di “svestitura” non sono più
tali. La contraddizione dell’imballaggio è che per restare tale non andrebbe
distrutto, ma sua caratteristica è la transitorietà o meglio la funzione
strumentale di conservare e al momento opportuno di lasciare posto al
conservato, come tale non è definitivo. Per conservare la sua identità dovrebbe
rimanere inalterato, intoccato e intatto, come del resto tutto a questo mondo,
ma la distruzione della sua identità regala l’idea. Quindi, si esprime il farsi
dell’idea attraverso la distruzione, il divenire è il continuo distruggersi di
una identità che lascia il posto ad un’altra che a sua volta ha il
medesimo destino di quella che l’ha
preceduta. La distruzione assurge ad una funzione positiva e creatrice e ciò
dimostra che ogni cosa ha in se il seme del suo contrario: convergenza
oppositorum. Gli imballaggi vanno costruiti per essere distrutti e regalare il
loro frutto. La particolarità di questi scritti-imballaggi è che derivano da
altri imballaggi, ciò significa che non sono rappresentazioni di idee ma
involucri di esse. E’ il fruitore che attraverso la loro distruzione conseguirà
l’idea.
Prefazione tratta da
“Ininoltre anche” ( 1979)
Frammenti-imballaggio
dal poemetto “Ininoltre anche”(1979)
<< E’ >>
…potenza trasparente dei sogni…sogni potenza trasparente
degli dei…
Suun altare/dea
cinese/thailandese con sorrisi/ ti lavo e ti chiavo/ mozzo la testa ad una
lavatrice Candy/ spermatozoi in un mare di desiderio/Candy biondo nome di
sesso/
…la luna pomposa
prostituta/e sposa scende le discese scale/ e l’esca esce dal pesce/ e benedice
amanti senza fili/ e senza figli,/ e prega a dir bene di loro/ e tutto si
tramuta in oro/ ed è coro d’angeli/ e il cuore geli se l’han!/
come innocenza una
lava di dentifricio/ ti lava l’anima/ tutto è lieve dentro/ come umore di
pioggia/ come muore la pioggia…
spraysolitudine/ sul
profilo di un monte…spraygioia/è un amo aggrappato alla scia della luna/scia di
deodornate/ deo orante alle tue ascelle/ alla tua vulva/ il seme dei
millenni/restò addormentato/gli spermatozoi corrono/ il buio vibra/ sotto i
piedi bianchi delle stelle/ e dai rami come arpa/ stilla la musica chiusa nella
terra/ la mia anima lecca le onde/ come dolce gelato alla fragola/ e incipriate
fanciulle/ dai dimenticati profili/salutano alla luna/ sorci elefanti e
gabbiani/soci fanti e cani/e caio in saio/
il cuore in un teatro
di tenebre/ il cuore in un tea l’ebbre lacrime/ in rime di baci ciba la
nostalgia/ nostra algia di una bocca diventata foglia/la tua voglia di visone/
caldo fiato/ mentre il cuore si grava d’affanno/
il primo raggio
solare/ attraversa il cristallo tempo/ cristallo fallo del tempo/ prendi lo
specchio del lago/ dimmi chi è l’anima più bella/ amori seppelliti tesori/ di
un cuore di gioventù/ lasciate partire l’astronave/ “un numero per ogni
distanza”/
la barca dei dolori si allontana
una pioggia fatta di
notti/ di passi di folla di erba / e un antro si illumina/ uno gnomo esce dalle
secche d’oro/ …..l’alba ero e come fulmine seppi/ il perché della vita senza
ebbrezza
si apre la porta
della luce/la torre della solitudine rovina/è una notte di luna piena/ è una
luna verde/ è come a CasablancafilmBogart/ è una venere bionda/è l’amore/ è un
disseppellito tesoro da una coda di piano/preso con dita leggere sui tasti
d’avorio/è una veranda nel mare silente/è il sacerdote di Dio/è il genio dei
tre desideri/è gioia al cielo/è fiore/ è giorno nato/ E’
Salvatore Iervolino ©
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