Visioni apocalittiche di un uomo qualunque
( 17-18.6.2017)
I formichieri scuotono il gran formicaio africano
Con lingue di fiamme
Carestia e grande sete
Fanno il deserto
E predano ricchezze
Il mare ribolle della Bestia
Vomita le formiche ancora vive
Su barconi e scialuppe
Affrontano il mare
Sulle ondose labbra azzurre dell’abisso
Per i pescatori di formiche
Al servizio della Bestia scimmia di Dio
Il Mediterraneo è un’enorme tonnara
Dal cielo bianco
Indifferente sipario al bene e al male
I formichieri gialli
I formichieri neri con la mezzaluna
I formichieri a stelle e strisce
Devastano col ferro e col fuoco
Sventolano bandiere nere
Con la mezzaluna bianca
La morte banchetta
Con teste rotolate e carni straziate
Il formicaio africano
La Bestia ribolle nel mare
E spinge le nere formiche
Nell’alveare Europa
Dove le città si chiamano Sodoma e Gomorra
Porta le formiche al trinacrio piede italico
Dalla gamba stivale le formiche
Si disperdono nel barattolo di marmellata italiana
Insieme a serpenti e piccoli draghi
Con le fiamme esplosive nascoste nelle menti
I pescatori di formiche
Allestiscono accoglienza alla lontana
Per il popolo del formicaio devastato
Un grande business
Meglio della cocaina e di qualsiasi traffico
Sulla pelle umana
Le formiche valgono oro
Ognuna prende un pulviscolo d’oro
Sono migliaia e migliaia e migliaia sono i granelli
d’oro
Che le formiche portano nelle bocche della Bestia
Dalle cento pance
Ogni pancia si riempie di granelli d’oro
il vitello d’oro
viene macellato
per farne granelli d’oro
ed il popolo piange e si dispera
ridotto a prostituta della bontà
malvagità e stupidità vanno a braccetto nei cortei
il popolo non ha più il suo idolo
il vitello d’oro è polverizzato in granelli d’oro
ogni formica ne prende uno
e lo porta nelle bocche della Bestia
le pance della Bestia digeriscono l’oro
e questa lo
espelle come sterco del diavolo
la terra è ridotta ad una cloaca
uomini e
formiche lottano
si azzuffano con le serpi velenose
si ammazzano
si mordono e si graffiano
per contendersi un pezzo di sterco
e la Bestia li divora
e li rigurgita
li sputa nelle fetide città
ridotte a cloache
divampano i
fuochi dei rifiuti
umani e materiali da inceneritore
girano lupi travestiti da agnello
a raccogliere formiche, umani e serpi
in un grande gomitolo
per il grande mercato dei servi della Bestia
ognuno viene marchiato con un microchip
nell’incavo della mano tra il pollice e l’indice
senza non ha accesso alla sua porzione
di sterco quotidiano prodotto dalla Bestia
e viene lasciato a nutrirsi dei rifiuti carbonizzati
i lupi-agnello
capi e padroni dei servi della Bestia
rimestano il fumante sterco caldo
prodotto dalla Bestia che reclama sempre più oro
e formiche ed umani devono scavare le viscere della
terra
e le profondità del mare e le altitudini delle montagne
ed estrarre oro dalle loro stesse carni
i loro corpi sono nere miniere scavate dalla fatica
incessante
e la Bestia inghiotte oro e restituisce sterco
ai suoi servi stupidi quanto malvagi
ed uomini mangiano formiche
e formiche mangiano uomini
i formichieri mangiano uomini e formiche
tutti sono divorati dalla Bestia dalle cento pance
tutto diventa sterco
la terra ne è
ricoperta
fino a riempire il mare
fino alle cime delle montagne più alte
nell’universo spande i suoi velenosi miasmi
ad ammorbare il firmamento fino alle stelle
fino a quando vengono giù anche quelle ed il sole
a bruciare nel fuoco purificatore
il
formicaio brulicante nello sterco della Bestia.
Salvatore Iervolino ©
Pubblicata su "Zamlap" n°81/2017
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