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sabato 23 settembre 2017


GLI AMICI FASULLI o DELLE MASCHERE

( 13.6.2017)

Camminano con gambe di cavallo morto

Gli amici fasulli come monete falsificate

Sono maschere intagliate

In maniera grossolana

Non volti

Azzoppati dentro

Claudicanti nell’anima

Facce mal venute deformate dalla finzione

I lineamenti contratti per la maschera

Appiccicata sul viso

brucia del fuoco freddo e spento dell’invidia malcelata

vestita di sorrisetti stirati come serpentelli stecchiti

mangiati dalle formiche rosse

Lo sguardo cade a terra se li fissi negli occhi

Lo nascondono nel ventre dei topi

Che portano nelle loro tasche

Come ladri di formaggio pronti all’uso

Senti l’odore dell’avidità del topo

Della vulva rinsecchita e fuligginosa di una vecchia sterile

Il sorriso è quella smorfia smangiata

Del saluto mal digerito che esce

Dalla bocca livida ghignosa ghignante

Borbottante

le parole si arrotolano come pasta scotta

quando ti racconta di se

Gli occhi sono secchi come deserti

Che non assorbono neppure una lacrima

Mangiano se stessi pur di non dividere

Le briciole con qualcuno

Sempre vigili come l’avvoltoio a percepire

L’odore di morte di cui si cibano

tesi come corde di impiccato

A badare al proprio tornaconto

Con una bilancia di piombo legata alle labbra

 A soppesare il dare e l’avere

“ a buon rendere “ mai un “grazie” è la loro parola

L’amico fasullo non conosce gratitudine

Ti tende una mano che al posto della dita

Ha rasoi affilati

I piedi calzano bare foderate di cactus

È il vestito di spine della gente morta dentro

Col colorito giallognolo del viso di Giuda

L’amico fasullo sciorina parole di fiele colorate di miele

 il suo bacio brulica di sanguisughe

ed è il segnale che ti ha venduto

poi taglia la corda troppo corta per impiccarsi

e compra il vestito bianco del fantasma

per nascondersi ai tuoi occhi

e a quelli di Dio

che dai nemici mi guardo io

dagli amici mi guardi Iddio.

Salvatore Iervolino ©
Pubblicata su "Zamlap" n°81/2017

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