GLI
AMICI FASULLI o DELLE MASCHERE
(
13.6.2017)
Camminano
con gambe di cavallo morto
Gli
amici fasulli come monete falsificate
Sono
maschere intagliate
In
maniera grossolana
Non
volti
Azzoppati
dentro
Claudicanti
nell’anima
Facce
mal venute deformate dalla finzione
I
lineamenti contratti per la maschera
Appiccicata
sul viso
brucia
del fuoco freddo e spento dell’invidia malcelata
vestita
di sorrisetti stirati come serpentelli stecchiti
mangiati
dalle formiche rosse
Lo
sguardo cade a terra se li fissi negli occhi
Lo
nascondono nel ventre dei topi
Che
portano nelle loro tasche
Come
ladri di formaggio pronti all’uso
Senti
l’odore dell’avidità del topo
Della
vulva rinsecchita e fuligginosa di una vecchia sterile
Il
sorriso è quella smorfia smangiata
Del
saluto mal digerito che esce
Dalla
bocca livida ghignosa ghignante
Borbottante
le
parole si arrotolano come pasta scotta
quando
ti racconta di se
Gli
occhi sono secchi come deserti
Che
non assorbono neppure una lacrima
Mangiano
se stessi pur di non dividere
Le
briciole con qualcuno
Sempre
vigili come l’avvoltoio a percepire
L’odore
di morte di cui si cibano
tesi
come corde di impiccato
A
badare al proprio tornaconto
Con
una bilancia di piombo legata alle labbra
A soppesare il dare e l’avere
“
a buon rendere “ mai un “grazie” è la loro parola
L’amico
fasullo non conosce gratitudine
Ti
tende una mano che al posto della dita
Ha
rasoi affilati
I
piedi calzano bare foderate di cactus
È
il vestito di spine della gente morta dentro
Col
colorito giallognolo del viso di Giuda
L’amico
fasullo sciorina parole di fiele colorate di miele
il suo bacio brulica di sanguisughe
ed
è il segnale che ti ha venduto
poi
taglia la corda troppo corta per impiccarsi
e
compra il vestito bianco del fantasma
per
nascondersi ai tuoi occhi
e
a quelli di Dio
che
dai nemici mi guardo io
dagli amici mi guardi Iddio.
Salvatore Iervolino ©
Pubblicata su "Zamlap" n°81/2017
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