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venerdì 22 settembre 2017



Siamo vicini al Mexico in queste ore tragiche per il terremoto che ha colpito la capitale e altre zone del Paese. 

RAOUL GARCIA



E’ un ricordo televisivo/circoscritto sullo schermo

Latteo e vitreo oculare

E quel volto identico temporalmente

Ma spazialmente ridotto a pochi

Centimetri è un filo infinito

Che ricama partendo da quella/ rupe di Acapulco

Guidato da quel piccolo corpo

Un universo suggestivo ed emozionale

Nell’anima bagnata in eterno

Dagli spruzzi finali/ nei quali scompare.

E’ un ricordo di immagini/ di libertà pura e gratuita

Che sfida la morte/ e sorride

In alto nel vento di mare.

E’ un simbolo/ quel tuffo dalla rupe

A strapiombo,

quel tuffo di quasi dieci secondi o più, non so,

è un simbolo

in cui possiamo/ ricomprendere ogni esistenza

i cui attimi ininterrotti/ sono tanti tuffi

da una rupe a strapiombo.

Raoul Garcia, non ti ho mai conosciuto,

mai le nostre mani si stringeranno

né i nostri sguardi si incontreranno

non so se sei vivo o morto

mai io ho visto il tuo tuffo/ di molti metri

in un piccolo schermo/ di pochi centimetri

e mi è rimasto nell’anima

come un seme germogliato

e mi accompagna/ e lo rivedo nella mente

e sono già ormai molti anni

che tu continui a volare/ dalla rupe al mare

dentro i miei occhi

e sento la libertà.



                                                                                                    ( da “Autentici falsi – 1979)
Salvatore Iervolino ©
Pubblicata su "Zamlap" n° 81/2017

Siamo vicini al Mexico in queste ore tragiche per il terremoto che ha colpito la capitale e altre zone del Paese. 



 


    

Per completezza e collegamento, con il tuffatore di Acapulco, non possiamo non ricordare il più famoso tuffatore dell’antichità, quello raffigurato nella omonima tomba, detta appunto “del tuffatore” rinvenuta nel 1968 a Paestum e datata intorno al 470-480 a.C. Il significato simbolico della figura del  “tuffatore”  è stato interpretato dagli studiosi  come l’inizio del viaggio nell’al di là, il tuffarsi nelle acque della vera conoscenza, quella spirituale, simboleggiata dal mare, in contrapposizione a quella “sensibile” e materiale rappresentata nelle scene conviviali dipinte sulle altre lastre di pietra che compongono la tomba.  Ci ripromettiamo di tornare sull’argomento.     


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