Oniroriente
(da Ironici incendi - 1979-80)
Castelli di tempesta
la
luce riscrive
l’immortale messaggio.
Partono le astronavi del pensiero
per cogliere i dolci glicini dell’infanzia
il cuore dorme in una
grotta
difesa dai Re magi
si alza in volo un aereo
per i cavalli delle
nuvole vicine
scalpitanti sulle pietre d’acqua.
Corrono i cammellieri
le fanciulle di zucchero a velo
sono state rapite
e le strade
polverose
portano alla meta bianca
di fiumi sacri
dove si taglia il sole a
fette
con la scimitarra del Corano.
La nave col capitano in smoking
bianco
approda ad Istanbul
ed è una spia uccisa
con calza di seta
che
resuscitata presule
bacia la eburnea mano della dama
al di là del Bosforo
sulla mezza luna.
La pietra gialla della
Sfinge
il triangolo della Piramide
risvegliano la mia vita
sotto il sole
d’Egitto
quando schiavo
tra la polvere e
il sangue
trascinai con altri 172 uomini
la statua di Djehutinetep.
A Casablanca
ho bevuto un whisky
con Humphrey
Bogart.
E’ rimasto da pagare
sul conto dell’albergo
un altro debito
per la seconda vita.
Poesia di Salvatore Iervolino©
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