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| "Boh!" ( 2014) Opera dello Studio Zamlap ( IervSal) su fazzolettino "lavamani" con proprio sangue vivo ed inchiostro |
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domenica 6 marzo 2016
SE SI VENDE E' ARTE. Frank Lloyd Wright con questa affermazione lapidaria ha risposto alla domanda di cosa oggi si intende per arte. Infatti la definizione di arte è storicizzata cioè relativa al periodo storico. A questa "arte" che si vende si contrappone l'<<arte>> "rivoluzionaria" non commerciata che si conquista un valore come azione sociale e politica o mera rivolta personale. Quello che è arte per noi oggi non lo era nelle epoche passate e non lo è fuori dal nostro contesto sociale. Oggi, qui e per noi l'arte è quella definita da Lloyd Wright, è opera d'arte quella che si vende, un'opera che non si vende non solo non è arte ma non ha proprio esistenza perché quello che non è nel mercato non è nel mondo, non esiste. Secondo il criterio sopra esposto l' <<arte>> fatta da noi non è arte perché non si vende e non è vendibile e si qualifica come mera attività creativa realizzata a scopo ludico, forse politico, rivoluzionario anche, soltanto soggettiva manifestazione della propria visione della realtà priva di valore "artistico" cioè commerciale. Forse quando e se i tempi cambieranno e cambierà la concezione odierna di arte le nostre opere potranno essere ritenute "arte". Questo significa che per vedere opere d'arte contemporanea oggi bisogna guardare ai cataloghi delle aste internazionali tenute dalle maggiori case d'asta, Christie's e Sotheby's. Il libro che meglio descrive la situazione odierna del mondo dell'arte è il libro di Donald Thompson " Lo squalo da 12 milioni di dollari" edito in Italia da Mondadori. Più un'opera costa e più è un'opera d'arte anzi il suo valore artistico è pari a quello commerciale. Per ora noi vi diamo qualche esempio di quella che noi abbiamo definito "BarbonArt", un'arte non commerciata, non commerciabile che ha solo valore "politico" , "personale" e "sociale", sono nostre opere realizzate con l' <<appropriazione artistica>> creativa manipolativa e reintepretativa del messaggio integrale o parziale di opere d'arte cadute sotto la nostra percezione attraverso i media o qualsiasi altra comunicazione rivolta ai nostri sensi. Telefonino e manifesti murali, intorno a noi ci sono opere d'arte occasionali fatte dal sole, dagli agenti atmosferici che agiscono su di loro. Lo capì Mimmo Rotella e si limitò a staccare i manifesti cinematografici che tappezzavano i muri di Roma alla fine degli anni '60 e li portò in galleria, appesi alle pareti di un luogo deputato all'arte si vendettero e diventarono opere d'arte.
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