Facevamo nel 2008 : LA R I C E R C A S C I E N T I F I C A, A R T I S T I C A e L E T T E R A R I A SVOLTA DALLO STUDIO “ZAMLAP” NELL’ANNO 2008 è stata pubblicata nei cinque numeri dell’omonima rivista usciti nel corso dell’anno per un totale di circa 230 pagine: “Zamlapeople”- “L’intelligenza segreta” - “ La società servile” - “Venti di guerra atomica” - “La umanità ecosuperflua”
Il 2008 è stato un anno ricco di frutti eccezionali, un fiume cristallino attorcigliato tra le stelle Luglio, agosto e settembre sono stati i mesi della pittura, dell’azione artistica portata alla massima espressione concreta, della capacità di trarre dalla inerte materia la dinamica bellezza del caos. Pittura “informale” perché estranea a qualsiasi forma conosciuta ma con forme sue proprie, originali in quanto mai apparse prima sulla terra, forme attinte alla creazione “in fieri”, forme sottratte al divenire, prove tangibili che la Creazione non è conclusa, continua attraverso l’azione dell’uomo. Dio si riposa e ha concesso all’ uomo il massimo delle capacità divine quella di ricreare il Creato. L’uomo è libero per compiere questo atto iniziato da Dio ma lasciato incompiuto per consentire all’uomo di portarlo a termine. E’ questo lo scopo della nostra vita, del nostro stare al mondo. L’estate è la stagione che dedichiamo alla pittura. Abbiamo bisogno del caldo e della luce del sole al suo massimo. Dipingiamo con le finestre spalancate, a torso nudo nutrendoci del ferace calore estivo quello al quale maturano i frutti più ricchi di dolce linfa bucolica. Dopo trent’anni trascorsi a “scavare” dentro di noi abbiamo trovato finalmente il filone alchemico della trasmutazione del piombo in oro, la vena aurifera siderale, la semente vitale dell’albero dei miracoli. Non eravamo soli a dipingere, intorno a noi presenze angeliche agivano direttamente con i colori. Una vena creativa dal flusso magmatico si è riversata su centinaia di fogli di carta, tele, cartoncini, ecc., lasciandosi dietro una scia di colori mescolati con un effetto materico in evoluzione, lasciando che il quadro così si dipingesse “da solo”. E’ stato un effetto sorprendentemente magico. Avevo l’impressione che alla materia bastasse soltanto un avvio da parte mia e poi essa completava l’opera. Io dovevo soltanto stare attento a non intervenire a sproposito nel processo di “autocreazione”, come fa l’agricoltore con le sue piante. Mi bastava seminare il caos e da questo sorgeva l’opera per forza propria, secondo un istinto ancestrale ,attinto alle profondità della materia risvegliata dal mio atto. Il risultato sono state opere da cui promana un fluido di energia “orgonica” direttamente proporzionale alla capacità di aprirsi ad esse da parte di chi vi si pone di fronte. L’atto creativo è rimasto congelato nell’opera in maniera dinamica, in modo che essa rimanesse viva,come prodotti organici muniti di vita propria, piante, minerali, e non scadesse al rango di sarcofago, in cui la creazione ha lasciato il proprio cadavere anche se rivestito come una “bella mummia”, la condizione della maggioranza delle cosiddette opere d’arte, opere spente, prive di vita. Riteniamo di aver finalmente raggiunto il risultato “alchemico” che ci siamo costantemente proposti nel nostro operare con la materia cioè la realizzazione sotto l’azione dello slancio vitale di opere vive costituenti un campo di forze fonte di energia positiva, armi spirituali per comunicare dotate di forza apotropaica, capaci di stimolare l’intelligenza critica-immaginativa di risvegliare le forze orgoniche latenti in chi ne viene a contatto. Ne abbiamo sperimentato l’effetto su noi stessi. Le pareti di casa ricoperte delle nostre opere emanano energia orgonica, rivitalizzante. Le opere sono tanti “soli” di luce ed energia, riscaldano l’anima, tengono lontano le tenebre. Speriamo quanto prima di poterle mostrare al pubblico. L’attività artistica non si è limitata alla realizzazione di opere pittoriche. Abbiamo portato a termine il progetto grafico di illustrare con la tecnica del collage la prima parte, titolata “Ridere come un gallo”, del libro di satira politica e sociale “L’inferno di Kond” . Il testo fu pubblicato per la prima volta, in versione parzialmente illustrata, in allegato al numero XXIII di “Zamlap” (Novembre-dicembre 2007). La ristampa, quasi contestuale, con l’aggiunta di alcune illustrazioni era ancora una bozza. Molte pagine non erano illustrate. Da settembre a dicembre abbiamo completato il lavoro, tutte le 65 pagine del testo sono state illustrate lungo i bordi con immagini ricavate da riviste, giornali, con foto e disegni originali. Il risultato è stato pari a quello di un codice miniato del Quattrocento aggiornato ai nostri tempi, in sintesi, un capolavoro! La parola, il testo scritto e le immagini, il testo figurato, si integrano perfettamente e rivelano il mondo immaginifico da cui l’autore ha ricavato le sue visioni. Servirà agli studiosi per ricostruire e capire quello che vi è nella mente e nel cuore di un uomo dei nostri giorni, quali visioni si porta dentro, di quale materiale si nutrono i suoi sogni, cosa brucia nel tripode inestinguibile dei suoi desideri, quali paure lo accompagnano nel trascorrere delle ore con se e con gli altri, chi ama, chi odia, cosa desidera e teme, cosa cova nei reconditi anfratti dell’anima, sconosciuti luoghi dove i demoni aspettano il momento propizio per prendere il controllo delle sue azioni e condurlo nell’incubo incontrollato di una delirante perdizione dalla quale solo angeli caritatevoli potranno salvarlo se ha conservato la capacità di pregare. Questo impegno artistico non ci ha impedito di continuare nella ricerca scientifica più impegnativa, quella coltivata sul versante storico -sociale, in materia di teleologia della storia, attenta agli avvenimenti contemporanei, a scoprire in essi le manifestazioni dell’azione soprannaturale, della “mano” di Dio nella Storia.
