TESTO DA UNA MOSTRA DEL 2003
CON IMMAGINI DEL 2015 SCATTATE
ALL'INTERNO DEI PADIGLIONI DELLA BIENNALE DI VENEZIA
AD ECCEZIONE DELLE QUATTRO TRIGLIE SI SCOGLIO
Il compito dell’artista, in un
mondo che sembra aver rinunziato a pensare, è
di recuperare questa funzione, l’unica a distinguere l’uomo dalle
bestie.
L’ Arte ritorna come ai tempi
rinascimentali ad essere sorella carnale della Scienza, trova soluzioni mai
definitive tra le tante possibili. Si ferma su una soluzione il tempo per
riprendere fiato e ripartire. L’artista è un viaggiatore fra le dimensioni del
macrocosmo e del microcosmo. Quanto trova è trasformato in linguaggio. Il
contenuto non si limita al messaggio ma impregnato di energia ne trasmette a
quanti si pongono di fronte all’opera senza le barriere materialiste dell’Ego.
L’artista cerca la comunanza degli spiriti al di là dello spazio e del tempo.
E’ sacerdote di rituali laici senza liturgie e dogmi per chi ama l’uomo e vuole
conservarlo libero. Cerca la sua strada evitando vie maestre. L’artista
idealmente brucia le foreste cartacee della Scienza, cerca il sapere per
diventare ignorante, conosce le accademie per evitarle, ribalta le cattedre, abbatte
i pulpiti. Vuole carta bianca, fa tabula rasa e terra bruciata del suo sapere,
ridotto a combustibile per il suo incendio. Da ignorante infatti non avrebbe
nulla da bruciare e niente con cui fare fuoco e fiamme. L’artista è la fenice
della Scienza, rinasce ogni volta dalle sue ceneri.
Per essere artista occorre
ritornare bambini, morire restando vivi e nascere morendo ogni giorno. Non è
stato Cristo a dire: Se non diventate come i bambini non entrerete nel Regno
dei Cieli. ( Vangelo secondo Matteo 18,3 ) ? Probabilmente Picasso più di
qualsiasi altro artista è riuscito in questo intento. Le opere dipinte da questo artista nei dieci anni prima della morte, ancora
esposte a Padova a Palazzo Zabarella, ne sono una evidente riprova. A
novantanni Picasso dipingeva con la freschezza, la spontaneità e la “sapienza”
di un bambino dell’asilo infantile. L’arte non è altro che ritorno alle
origini, al di là del bene e del male, alla libertà precedente il peccato
originale.
Il mondo è pieno di opere
d’arte brutte perché fatte da “adulti”, da maestri e professori d’Accademia,
troppo poco “infantili” per essere vere, mancano d’innocenza, sono piene di
malizia e per questo non entreranno mai nel “Regno dei cieli”. Solo la bellezza innocente fatta di verità
entra in Paradiso.
Ho dovuto
vivere molti secoli prima di ridiventare bambino, invecchiare di mille anni per
conquistare la giovinezza. Nel 1962, a dodici anni, dipinsi un acquerello
ispirandomi alle pitture rupestri tracciate in una grotta di Altamira da uno
sconosciuto artista paleolitico. L’opera fu premiata in un concorso tra gli
allievi della scuola per la sua originalità. Inconsapevolmente avevo seguito il
suggerimento di Gaudì e trovato la mia strada: L’originalità è il ritorno
alle origini. Non rinunciai più al piacere alchemico di trasformare
l’inerte materia dandole un’identità fatta non solo di forma ma anche di anima.
Infatti l’opera è capace di “parlare”, di avere un proprio destino, di
esercitare un “potere magico” direttamente proporzionale a quello del suo
autore. Le energie dell’artista, infatti, si trasferiscono sulla sua opera.
Questo spiega la forza attrattiva di tanti capolavori.
L’ambizione
massima di ogni artista resta, alla fine, una soltanto, essere artista di sé
stessi. Ogni vero artista si dedica ad una sola grande opera, la propria vita,
da presentare al suo unico committente: Dio. Questa è opera seria, tutto il
resto è gioco, solo orme sulla sabbia in riva al mare dell’esistenza, solo
ombre sul sipario del cielo cangiato dal tempo.
ELENCO DELLE OPERE
·
Luci
nel bosco ( Palma Campania 1970-72)
·
L’infanzia del manager ( Palma Campania 1971-72)
·
Pan,
fauni e satiri ( Palma Campania 1971-72)
·
La
bella e le bestie ( Palma Campania 1971-72)
·
Arredamento
moderno (Palma Campania 1972)
·
L’americana
nel Paese del sole ( Palma Campania 1972)
·
Autoritratto
su spiaggia tropicale (Palma Campania 1972)
·
La
fortuna dell’oratore ( Palma Campania 1972)
·
Oggetti
n°3 (Palma Campania 1972)
·
Un
viaggio nel desiderio ( Palma Campania 1973)
·
Desiderio
maschilista (Palma Campania 1973)
·
Casablanca
n°1 ( Palma Campania 1973)
·
Promontorio
nel Cilento ( 1980)
·
Mareggiata
su costa cilentana ( 1980)
·
Dipages n°1 ( Palma Campania - S.Floriano in
Valp. 1980- 1983)
·
L’ambiguità del reale (Gorizia 1981)
·
Il sorriso del sole ( Grado 1981)
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Nido di serpenti (Gorizia 1981)
·
La rosa gialla (Gorizia 1981)
·
La notte e il giorno (Gorizia 1982)
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L’isola che non è ( Gorizia 1982)
·
L’antro della sirena ( Gorizia 1982)
·
Le rivali ( Gorizia 1982)
·
Crisalidi n° 2 ( Gorizia 1982)
·
Ci siamo guardati negli occhi ( Gorizia 1982)
·
Ramo e fiori ( Verona 1990)
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L’ albero secco ( Verona 1990)
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Il pianeta delle due lune ( Verona 1990)
·
Tappeto di fiori n°1 ( Verona 1990)
·
Tappeto
di fiori n°2 ( Verona 1990)
·
Il
giorno del giudizio ( Verona 1990)
·
Cose
visibili ed invisibili ( Verona 1990)
·
Gone with the wind ( Verona 2002)
·
Casablanca
n°2 (Verona 2002)
·
Antonello
rivisitato ( Verona 1990-2002)
·
La
bella, il tempo, il diavolo e la morte ( Verona 1990-2002)
·
Troppo
bello, imbruttire! ( Verona 2002)
·
Dark side of the moon n°1 ( Verona 2002)
·
La
vista di Omero ( Verona 2002) ( riprodotta
sul retro di questa locandina)
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