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sabato 30 settembre 2017


Visioni apocalittiche  di un uomo qualunque  

( 17-18.6.2017)

I formichieri scuotono il gran formicaio africano

Con lingue di fiamme

Carestia e grande sete

Fanno il deserto

E predano ricchezze

Il mare ribolle della Bestia

Vomita le formiche ancora vive

Su barconi e scialuppe

Affrontano il mare

Sulle ondose labbra azzurre dell’abisso

Per i pescatori di formiche

Al servizio della Bestia scimmia di Dio

Il Mediterraneo è un’enorme tonnara

Dal cielo bianco

Indifferente sipario al bene e al male

I formichieri gialli

I formichieri neri con la mezzaluna

I formichieri a stelle e strisce

Devastano col ferro e col fuoco

Sventolano bandiere nere

Con la mezzaluna bianca

La morte banchetta

Con teste rotolate e carni straziate

Il formicaio africano

La Bestia ribolle nel mare

E spinge le nere formiche

Nell’alveare Europa

Dove le città si chiamano Sodoma e Gomorra

Porta le formiche al trinacrio piede italico

Dalla gamba stivale le formiche

Si disperdono nel barattolo di marmellata italiana

Insieme a serpenti e piccoli draghi

Con le fiamme esplosive nascoste nelle menti

I pescatori di formiche

Allestiscono accoglienza  alla lontana

Per il popolo del formicaio devastato

Un grande business

Meglio della cocaina e di qualsiasi traffico

Sulla pelle umana

Le formiche valgono oro

Ognuna prende un pulviscolo d’oro

Sono migliaia e migliaia e migliaia sono i granelli d’oro

Che le formiche portano nelle bocche della Bestia

Dalle cento pance

Ogni pancia si riempie di granelli d’oro

 il vitello d’oro viene macellato

per farne granelli d’oro

ed il popolo piange e si dispera

ridotto a prostituta della bontà

malvagità e stupidità vanno a braccetto nei cortei

il popolo non ha più il suo idolo

il vitello d’oro è polverizzato in granelli d’oro

ogni formica ne prende uno

e lo porta nelle bocche della Bestia

le pance della Bestia digeriscono l’oro

 e questa lo espelle come sterco del diavolo

la terra è ridotta ad una cloaca

 uomini e formiche lottano

si azzuffano con le serpi velenose

si ammazzano

si mordono e si graffiano

per contendersi un pezzo di sterco

e la Bestia li divora

e li rigurgita

li sputa nelle fetide città

ridotte a cloache

 divampano i fuochi dei rifiuti

umani e materiali da inceneritore

girano lupi travestiti da agnello

a raccogliere formiche, umani e serpi

in un grande gomitolo

per il grande mercato dei servi della Bestia

ognuno viene marchiato con un microchip

nell’incavo della mano tra il pollice e l’indice

senza non ha accesso alla sua porzione

di sterco quotidiano prodotto dalla Bestia

e viene lasciato a nutrirsi dei rifiuti carbonizzati

 i lupi-agnello capi e padroni dei servi della Bestia

rimestano il fumante sterco caldo

prodotto dalla Bestia che reclama sempre più oro

e formiche ed umani devono scavare le viscere della terra

e le profondità del mare e le altitudini delle montagne

ed estrarre oro dalle loro stesse carni

i loro corpi sono nere miniere scavate dalla fatica incessante

e la Bestia inghiotte oro e restituisce sterco

ai suoi servi stupidi quanto malvagi

ed uomini mangiano formiche

e formiche mangiano uomini

i formichieri mangiano uomini e formiche

tutti sono divorati dalla Bestia dalle cento pance

tutto diventa sterco

 la terra ne è ricoperta

fino a riempire il mare

fino alle cime delle montagne più alte

nell’universo spande i suoi velenosi miasmi

ad ammorbare il firmamento fino alle stelle

fino a quando vengono giù anche quelle ed il sole

a bruciare nel fuoco purificatore

il formicaio brulicante nello sterco della Bestia.

Salvatore Iervolino ©
Pubblicata su "Zamlap" n°81/2017

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